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20 Marzo 2026
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Materiale sospetto al porto di Gioia Tauro, la protesta dei movimenti: “Fermate le spedizioni”

Bds e sindacati chiedono embargo totale: “Applicare la legge e fermare le spedizioni”. In corso perizie sulle lastre di acciaio ritrovate: possibile utilizzo militare ancora da accertare.

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Otto container sospetti sono stati bloccati nel porto di Gioia Tauro dalla Guardia di finanza e dall’Agenzia delle dogane, dopo una segnalazione del movimento Bds che ipotizzava la presenza di materiale bellico destinato a Israele.

Da una prima verifica, all’interno sarebbero state trovate lastre di acciaio di diverse forme, sulle quali è stata disposta una perizia tecnica per chiarirne la destinazione d’uso.

Appello per embargo militare

La vicenda ha acceso la protesta di associazioni pro Palestina e sindacati autonomi, che da Rosarno hanno lanciato un appello per un embargo militare totale contro Israele, richiamando il rispetto della legge 185 del 1990 sul controllo degli armamenti. “Chiediamo che le autorità italiane applichino la legge e il diritto internazionale” è stato ribadito nel corso di una conferenza stampa.

Le accuse del movimento Bds

Secondo quanto sostenuto da Giorgia Cusciglio, coordinatrice europea del movimento Bds, il materiale rinvenuto potrebbe essere utilizzato per scopi militari. “Si stima che potrebbe servire per produrre fino a 13.000 proiettili di artiglieria” ha dichiarato, collegata da remoto durante l’incontro.

Verifiche in corso sulla natura del carico

Al momento, tuttavia, la destinazione del materiale resta da accertare. La perizia disposta dalle autorità dovrà stabilire se le lastre di acciaio abbiano un impiego militare o civile.

Il movimento Bds ha inoltre sollecitato un rafforzamento dei controlli sulle spedizioni e sulle attività portuali, invitando i governi a intervenire con maggiore decisione.

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