Nuove scoperte arricchiscono il patrimonio archeologico di Santa Gada, nel territorio di Laino Borgo, dove si è conclusa la settima campagna di scavi nell’area che ospita uno dei più estesi insediamenti lucani della Calabria. Le indagini si sono concentrate nella parte centrale del pianoro, esteso per quasi 50 ettari, portando alla luce nuovi reperti che contribuiscono a ricostruire la storia dell’antico abitato.
Scoperti un altare votivo e nuovi depositi di reperti
L’attività di ricerca, condotta da circa quaranta tra dottorandi, specializzandi, laureati e laureandi provenienti dall’Università di Messina e da altri atenei italiani e stranieri, ha interessato l’area immediatamente a ovest del luogo di culto già individuato negli anni precedenti. Tra i ritrovamenti più significativi figurano un altare votivo con offerte rituali ancora al suo interno e diversi depositi di armi e strumenti di lavoro collegati alle attività agricole e boschive della comunità che abitava il sito.
Gli archeologi hanno inoltre individuato un nuovo incrocio viario e i muri perimetrali di altri tre isolati, elementi che consentono di ricostruire con maggiore precisione l’impianto urbanistico dell’antico insediamento.
Una ricerca internazionale sostenuta dal territorio
La campagna di scavi è stata diretta scientificamente dal professor Fabrizio Mollo, con il coordinamento sul campo del professor Marco Sfacteria e della dottoressa Valentina Casella. Le attività sono state svolte nell’ambito della concessione ministeriale, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, con il sostegno del Comune di Laino Borgo e del Parco Nazionale del Pollino.
Il sindaco: “Ogni scoperta arricchisce la nostra identità”
“È sempre emozionante poter vedere come dai terreni del colle di Santa Gada affiorino ogni anno nuovi pezzi di realtà antiche che si collegano in maniera pregnante con la nostra storia”, afferma il sindaco Mariangelina Russo. La prima cittadina sottolinea come la presenza dei ricercatori rappresenti anche un’importante occasione di crescita culturale per l’intera comunità locale.
Verso il museo archeologico e il parco di Santa Gada
Gli scavi condotti negli ultimi anni hanno permesso di riportare alla luce una vasta porzione dell’abitato lucano, frequentato tra la fine del V e il III secolo a.C., comprendente aree residenziali, spazi produttivi e un luogo di culto dedicato ad Artemide. “Santa Gada è ormai una realtà archeologica importantissima non soltanto per la valle del Lao-Mercure, ma per tutta la Calabria”, conclude Mariangelina Russo.
Il sindaco ricorda inoltre che è già stata avviata la realizzazione del Museo archeologico di Laino Borgo, destinato a custodire i reperti rinvenuti durante le campagne di ricerca, primo passo verso la futura creazione di un parco archeologico finalizzato alla valorizzazione del turismo culturale del territorio.












