Sabato 28 marzo è diventata una data cerchiata in rosso nei calendari politici, non solo per gli schieramenti in vista della prossima chiamata alle urne, ma anche per la mobilitazione civica destinata a catalizzare l’attenzione pubblica attorno a un tema infrastrutturale di forte impatto: il Ponte sullo Stretto.
È infatti in programma, alle 16:00 in piazza Unione Europea, ai piedi del Municipio, la manifestazione “L’ora del Ponte”, promossa da un ampio arco di associazioni, reti civiche, comitati e organizzazioni sindacali per sostenere il Sì alla grande opera.
Un evento “apartitico” con i partiti in prima fila
Nonostante il tono dichiaratamente apartitico dell’iniziativa – infatti non sono previste bandiere di partito – la partecipazione dei principali leader del Centrodestra è data per probabile.
“Questa piazza vuole mandare un messaggio chiaro a favore dello sviluppo e della connessione infrastrutturale del Sud”, ha dichiarato uno degli organizzatori. Tra gli ospiti attesi il vicepremier Matteo Salvini, accompagnato da numerosi parlamentari, tra cui il senatore Nino Germanà e Matilde Siracusano. Potrebbe essere confermata anche la presenza dei governatori delle regioni confinanti: Renato Schifani per la Sicilia e Roberto Occhiuto per la Calabria.
Il nodo della partecipazione di Scurria
Al centro del dibattito interno al Centrodestra resta il possibile coinvolgimento del candidato sindaco Marcello Scurria. Pur essendo esponente della coalizione, Scurria starebbe valutando con attenzione la sua presenza all’evento per evitare potenziali strumentalizzazioni politiche.
«Vogliamo che il messaggio resti chiaro: non è un comizio elettorale, ma un appello civico per il futuro delle nostre comunità», ha spiegato un esponente del comitato organizzativo commentando le indecisioni del candidato.
Un appuntamento che anticipa la campagna elettorale
Pur non essendo – almeno sulla carta – un evento elettorale, “L’ora del Ponte” si inserisce nel pieno della campagna per il voto locale e nazionale, incarnando un tema che pochi giorni prima della consultazione si candida a divenire elemento di discussione pubblica e politica. La manifestazione, per numeri e livello degli interventi attesi, rischia di avere un effetto mare di fondo su posizioni, dichiarazioni e schieramenti in vista delle prossime urne.









