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27 Marzo 2026
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Sanità territoriale sull’orlo del collasso a Vibo: “Terapie a rischio stop per i mancati pagamenti”

La Fondazione Casa della Carità denuncia il mancato pagamento delle prestazioni riabilitative da settembre 2025 e avverte: senza interventi immediati, potrebbero fermarsi le terapie per decine di utenti

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Una situazione definita ormai insostenibile, con il rischio concreto che a pagare siano ancora una volta i pazienti più fragili. È l’allarme lanciato dalla Fondazione Casa della Carità di Vibo Valentia, che denuncia il mancato pagamento delle prestazioni già erogate e mette in guardia su possibili conseguenze pesantissime per la continuità assistenziale sul territorio.

Secondo quanto reso noto dalla struttura, i pagamenti per le attività svolte non verrebbero corrisposti da settembre 2025, aprendo uno scenario che potrebbe portare alla sospensione delle terapie riabilitative già in corso. Una prospettiva che coinvolgerebbe in modo particolare bambini e famiglie, già alle prese con tempi lunghi e servizi spesso insufficienti. La struttura è un centro di riabilitazione estensiva accreditato con il SSN e autorizzato all’erogazione di prestazioni convenzionate.

Liste d’attesa ancora altissime

A rendere ancora più grave il quadro, secondo la Fondazione, sarebbero anche le liste d’attesa, definite “drammaticamente elevate”. Nel comunicato si parla di oltre 40mila ore di terapia necessarie e non ancora soddisfatte, un dato che fotografa una sofferenza strutturale già emersa nei mesi scorsi nel sistema riabilitativo del Vibonese.

Già a dicembre 2025, infatti, la stessa Casa della Carità aveva segnalato pubblicamente la difficoltà nel garantire le cure ai più piccoli, parlando di una domanda terapeutica molto superiore rispetto alle ore coperte in convenzione.

L’iter amministrativo e il nodo delle autorizzazioni

Nel comunicato, la Fondazione ricostruisce anche il percorso amministrativo legato alla richiesta di ampliamento delle prestazioni. L’istanza, avviata nel 2017, sarebbe stata inizialmente respinta, per poi essere riattivata nel 2021 e portata a conclusione nell’aprile 2025.

Ad oggi, però, secondo quanto riferito, non sarebbe ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale sull’esito definitivo. Un passaggio che, secondo i promotori della mobilitazione, continua a lasciare in sospeso una questione che incide direttamente sull’organizzazione dei servizi e sulla possibilità di dare risposte adeguate all’utenza.

La mobilitazione davanti allo Jazzolino

Per chiedere risposte immediate, domani è stata annunciata una mobilitazione pubblica a Vibo Valentia. L’appuntamento è fissato per le ore 12 davanti all’ospedale “G. Jazzolino”, dove la Fondazione si unirà al presidio promosso dall’Osservatorio Civico.

L’obiettivo dichiarato è richiamare l’attenzione delle istituzioni su una vertenza che riguarda non soltanto il funzionamento di una singola struttura, ma più in generale il tenuta della sanità territoriale vibonese e la continuità dei percorsi di cura.

“Chiediamo solo normalità”

Il messaggio lanciato dalla Fondazione è chiaro: “Chiediamo solo normalità”. Normalità nelle procedure amministrative, nella gestione dei pagamenti e nel rispetto degli impegni assunti nei confronti di chi eroga quotidianamente servizi essenziali.

Nel testo si sottolinea anche il ruolo dei 45 operatori che lavorano ogni giorno nella struttura, garantendo assistenza, continuità terapeutica e supporto alle famiglie. Figure professionali che, secondo la Fondazione, oggi si troverebbero a operare in una condizione di crescente precarietà.

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