“La vicenda Amaco non è soltanto la storia di un’azienda in difficoltà o di una procedura concorsuale. È il segnale concreto di un processo più ampio che ha messo in evidenza che l’intero settore del trasporto pubblico locale anche in Calabria deve essere privatizzato mediante gara. Dietro operazioni apparentemente tecniche si sta affermando, spesso senza un vero confronto pubblico e politico, un modello destinato a cambiare radicalmente l’organizzazione del servizio: l’affidamento progressivo del trasporto pubblico mediante gare e l’occupazione del settore sempre più massiccio di operatori privati nella gestione dei servizi. Un processo che rischia di trasformare un diritto collettivo in un mercato”. E’ quanto afferma l’Usb Cosenza.
Uno strumento essenziale
Che aggiunge: “Per quanto l’intero settore sia composto prevalentemente da aziende di natura privatistica (attualmente su 4 aziende a capitale pubblico, che detengono una parte importante del servizio, ben 24 sono interamente a capitale privato con affidamento diretto), l’acuirsi delle procedure competitive aumenterebbe la contrazione solo su lavoratori ed utenti. Ma il trasporto pubblico non è un servizio come gli altri. È uno strumento essenziale che permette ai cittadini di lavorare, studiare, curarsi e partecipare alla vita sociale. Proprio per questo motivo la mobilità non può essere trattata come una semplice merce soggetta alle logiche del profitto, ma deve essere organizzata come un diritto universale garantito dallo Stato e dalle istituzioni pubbliche. Negli ultimi trent’anni il modello delle liberalizzazioni nel trasporto pubblico ha dimostrato tutti i suoi limiti: gare costruite al massimo ribasso, precarizzazione del lavoro, riduzione dei servizi nelle aree meno redditizie e frammentazione della governance del sistema. In una regione come la Calabria, caratterizzata da territori complessi, aree interne fragili e forte bisogno di mobilità collettiva, affidare il trasporto pubblico esclusivamente alla logica del mercato rischia di produrre conseguenze gravi: riduzione dei servizi nei territori meno remunerativi, aumento dei costi sociali e progressiva perdita di controllo pubblico su un settore strategico. Per questo motivo è necessario aprire una discussione seria e trasparente sul futuro del trasporto pubblico calabrese”.
Una proposta chiara
La proposta che USB Cosenza e USB Lavoro Privato Cosenza “avanzano è chiara: costruire una grande azienda regionale pubblica del trasporto su gomma, capace di programmare e gestire in modo unitario l’intero sistema del trasporto pubblico locale. Un soggetto pubblico regionale che possa: garantire una pianificazione integrata dei servizi su tutto il territorio; assicurare standard uniformi di servizio e accessibilità per tutti i cittadini; tutelare il lavoro e le professionalità presenti nel settore; reinvestire nel servizio pubblico le risorse che oggi rischiano di trasformarsi in profitto privato. Un’azienda pubblica regionale non rappresenta un ritorno al passato, ma una scelta moderna di governo della mobilità, capace di coordinare investimenti, innovazione tecnologica, integrazione con il trasporto ferroviario e sviluppo sostenibile. La Calabria ha bisogno di un sistema di trasporto pubblico forte, capace di collegare città, aree interne e territori periferici. Questo obiettivo non può essere raggiunto attraverso una frammentazione di gare e gestori diversi, ma richiede una regia pubblica chiara e una visione strategica”.
Aprire una riflessione ampia
L’Usb conclude: “La vicenda Amaco deve quindi diventare l’occasione per aprire una riflessione più ampia sul futuro del trasporto pubblico regionale. USB Cosenza e USB LP Cosenza ritingono che la strada da percorrere sia quella di rafforzare il ruolo pubblico nella gestione dei servizi essenziali, superando la logica delle privatizzazioni e delle gare come unico modello organizzativo. Il diritto alla mobilità dei cittadini calabresi e il futuro dei lavoratori del settore meritano scelte coraggiose e una visione politica all’altezza delle sfide che attendono il trasporto pubblico nei prossimi anni.









