Si chiama “Teorema” l’indagine della Procura della Repubblica di Crotone che questa mattina ha squarciato il velo su quello che gli inquirenti descrivono come un collaudato sistema di corruzione negli appalti pubblici della Provincia di Crotone e di diversi Comuni del territorio. Venti gli avvisi di garanzia notificati, altrettanti gli indagati, in un’operazione che ha già prodotto un decreto di sequestro preventivo d’urgenza firmato dalla pubblico ministero Rosaria Multari e dal Procuratore Domenico Guarascio.
Le accuse, tutte da verificare nel corso del procedimento penale, sono gravi e articolate: a vario titolo gli indagati rispondono di associazione per delinquere, corruzione, falso in atto pubblico e truffa in erogazioni pubbliche.
Il presunto architetto del sistema: Fabio Manica
Al vertice dell’organizzazione ipotizzata dagli inquirenti figura Fabio Manica, 47 anni, nato a Crotone, che negli anni rilevanti per l’indagine avrebbe ricoperto il ruolo di consigliere provinciale con delega alla Centrale Unica di Committenza e alla Stazione Unica Appaltante, per poi diventare Vicepresidente della Provincia di Crotone con delega all’edilizia scolastica e, infine, Presidente ad interim dell’ente. Secondo la ricostruzione della Procura, Manica avrebbe messo stabilmente a disposizione del sodalizio il proprio ufficio pubblico, utilizzandolo per orientare in modo determinante l’assegnazione di lavori e servizi, e avrebbe gestito una sorta di “cassa comune” nella quale sarebbero confluiti i proventi illeciti da ripartire tra i sodali. La base logistica dell’associazione sarebbe stata, sempre secondo gli atti, la società SINERGYPLUS s.r.l., della quale Manica è indicato come socio e amministratore occulto, con le quote formalmente intestate ad altri per mascherarne la partecipazione.
Il “braccio destro” e la rete di professionisti
Al fianco di Manica, nell’organigramma ricostruito dagli investigatori, avrebbe operato l’ingegnere Giacomo Combariati, descritto come il braccio operativo dell’organizzazione. Combariati avrebbe messo a disposizione del gruppo le proprie qualifiche professionali e le società a lui riconducibili destinatarie degli affidamenti contestati, gestendo inoltre i flussi di denaro verso Manica attraverso conti correnti intestati a lui stesso.
Nel presunto sodalizio avrebbero avuto un ruolo attivo anche l’ingegnere Luca Bisceglia e l’architetta Rosaria Luchetta, marito e moglie, entrambi indicati come destinatari diretti di affidamenti illeciti e partecipi degli accordi corruttivi. Avrebbero fornito supporto operativo alla realizzazione delle opere, partecipato alla costituzione di società ad hoc e sollecitato i funzionari provinciali per ottenere la liquidazione dei pagamenti, consapevoli — secondo l’accusa — che una quota di quei fondi pubblici sarebbe dovuta tornare a Manica.
Il ruolo dei commercialisti, degli avvocati e dei prestanome
La macchina organizzativa ipotizzata dalla Procura avrebbe avuto bisogno anche di figure di supporto. Alessandro Vallone, indicato come il commercialista di riferimento del gruppo, avrebbe accettato di diventare rappresentante legale e amministratore di SINERGYPLUS, È Impresa s.r.l. e KREOSOLUTION, curandone la gestione finanziaria e garantendo la redistribuzione dei proventi tra i sodali.
Luca Vincenzo Mancuso e Andrea Esposito, entrambi indicati come dirigenti di Fenimprese e titolari di società detentrici di quote in SINERGYPLUS, avrebbero assicurato anch’essi la circolazione illecita dei guadagni. La cognata di Fabio Manica, Vicky Ingarozza, avrebbe invece prestato il proprio nome come intestataria formale delle quote societarie, interponendosi al cognato per nasconderne la partecipazione effettiva. A suggerire questa soluzione sarebbe stato, secondo l’accusa, il fratello di Fabio Manica, l’avvocato Francesco Manica, iscritto all’Ordine degli avvocati di Crotone, che avrebbe garantito costante assistenza legale all’associazione, occupandosi anche di ridefinire gli assetti societari per assicurare la continuità del sistema. In qualità di concorrente esterno è indagato Gaetano Caccia, socio occulto della 3E Ingegneria, che avrebbe agevolato le operazioni illecite nel territorio del Comune di Isola di Capo Rizzuto.
I funzionari pubblici nel mirino degli inquirenti
L’inchiesta non risparmia i funzionari degli enti coinvolti. Francesco Mario Benincasa, dirigente del settore Edilizia Scolastica della Provincia di Crotone, avrebbe adottato determine di affidamento — secondo l’accusa false nei contenuti — su indicazione di Manica, in assenza di documentazione obbligatoria e, in alcuni casi, attestando requisiti professionali dei destinatari in realtà non posseduti. Tra i tecnici provinciali indagati figurano anche il funzionario Domenico Zizza e il responsabile del settore Bilancio Michele Scappatura. Sul versante comunale, sono iscritti nel registro degli indagati Giuseppe Marinello, responsabile dei Lavori pubblici del Comune di Cirò Marina, e Antonio Otranto, funzionario del Comune di Isola Capo Rizzuto.
Gli appalti contestati: dalle scuole ai campi da calcio
Le assegnazioni al centro delle contestazioni riguardano lavori pubblici affidati tra il 2022 e il 2023, con tangenti che secondo la Procura sarebbero state corrisposte a partire dal dicembre 2023. Tra i cantieri contestati figurano i lavori di manutenzione straordinaria del Liceo Scientifico “Filolao” di Crotone, del Liceo Classico “Pitagora”, del Liceo “Gravina” e dell’Istituto Commerciale “Lucifero”. Ma l’elenco non si ferma qui: sotto la lente degli inquirenti sono finiti anche la ristrutturazione del centro sportivo Desport, il ripristino dell’officiosità idraulica ai Mercati saraceni, i lavori al campo di calcio di Cirò Marina e la realizzazione della mensa scolastica a Le Castella. Il meccanismo ipotizzato dalla Procura sarebbe sempre lo stesso: affidamento diretto a professionisti o società collegate al sodalizio, sulla base di determine illegittime e in alcuni casi false, seguite da una redistribuzione dei fondi pubblici incassati secondo quote prestabilite, con una parte destinata a Manica attraverso i canali delle società controllate.









