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31 Marzo 2026
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Sanità, a Catanzaro la sfida del SIDMI. Digitale e territorio per salvare il sistema delle cure

Al convegno nazionale promosso dall’Opi esperti a confronto su medicina di prossimità, staffing scientifico e innovazione tecnologica per superare la frammentazione tra ospedale e comunità.

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Si è concluso con un forte richiamo all’innovazione e all’integrazione il convegno nazionale “Leadership e Governance delle professioni sanitarie tra complessità assistenziale, staffing e innovazione digitale”, che ha visto protagonista a Catanzaro il dottor Bruno Cavaliere, Presidente Nazionale Sidmi. L’evento, promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (Opi) di Catanzaro sotto la guida della dottoressa Giovanna Cavaliere, ha tracciato una rotta chiara per il futuro del comparto nella regione. Al centro del dibattito, arricchito dal contributo del dottor Cosimo Vincenzo Buonofiglio per la sezione regionale Sidmi, è emersa la necessità improrogabile di superare la storica scollatura tra strutture ospedaliere e servizi territoriali. Per gli esperti intervenuti, la medicina di prossimità non rappresenta più una scelta facoltativa, ma l’unica via per garantire la tenuta e la sostenibilità del Sistema Sanitario Regionale.

L’infermiere di comunità e la gestione scientifica del personale

Dall’analisi dei lavori emerge il ruolo centrale dell’infermiere di famiglia e di comunità, individuato come il vero perno per la gestione delle cronicità al di fuori delle mura ospedaliere. Un passaggio fondamentale che richiede, tuttavia, una revisione profonda delle metodologie di calcolo del fabbisogno organico. Sul tema dello staffing e della sicurezza, Bruno Cavaliere ha ribadito l’esigenza di misurare scientificamente la complessità assistenziale. “Non basta contare le teste – ha insistito – serve un’analisi basata sui dati per determinare il reale fabbisogno di personale e prevenire il burnout degli operatori”. L’approccio proposto mira a sostituire il semplice conteggio numerico con una valutazione qualitativa e quantitativa basata sull’effettiva gravità e necessità dei pazienti.

La rivoluzione digitale e il monitoraggio in tempo reale

Ampio spazio è stato dedicato alla cosiddetta Sanità 4.0. Strumenti come la telemedicina, il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e le dashboard direzionali sono stati indicati come pilastri indispensabili per una gestione moderna. Queste tecnologie permettono di monitorare gli esiti clinici in tempo reale, migliorando la trasparenza dei processi e l’efficacia degli interventi. Secondo il Presidente Nazionale Sidmi, il salto di qualità deve però coinvolgere prima di tutto i vertici decisionali: “Il cambiamento deve partire dalla governance – ha evidenziato Bruno Cavaliere a margine dei lavori – Dobbiamo abbandonare i silos organizzativi. La vera sfida è integrare le competenze (skill mix) e utilizzare i dati per prendere decisioni cliniche e gestionali più efficaci”.

L’impegno dell’Opi Catanzaro per la formazione continua

La risposta della categoria professionale calabrese è stata decisa e partecipata. La presidente dell’Opi Catanzaro, Giovanna Cavaliere, ha espresso profonda soddisfazione “per l’ampia partecipazione dei professionisti calabresi, segnale di una categoria pronta a farsi carico dei cambiamenti necessari per una sanità più vicina ai cittadini”. L’incontro si è chiuso con l’impegno formale di monitorare costantemente l’attuazione dei Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (Pdta) sul territorio regionale. L’obiettivo dichiarato è investire in una formazione continua di alto livello, indispensabile per preparare dirigenti e coordinatori sanitari alle complessità di un sistema in costante evoluzione.

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