25 Giugno 2026
25 Giugno 2026
spot_img

Immigrazione clandestina, falsi contratti e matrimoni fittizi. Maxi inchiesta a Lamezia: 61 indagati (NOMI)

La Finanza ha smascherato un sistema illecito per ottenere permessi di soggiorno attraverso assunzioni false, locazioni fittizie e matrimoni di comodo. Coinvolti anche due ispettori della Polizia locale

spot_img

È stata notificata a 61 persone la conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, a firma del Procuratore facente funzioni. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo e in concorso tra loro, responsabili di violazioni delle norme contenute nel Testo unico sull’immigrazione.

Le accuse contestate

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso ideologico in atto pubblico, truffa, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, nonché indebita percezione del reddito di cittadinanza e di altre erogazioni pubbliche. Secondo gli inquirenti, sarebbero state predisposte false comunicazioni di assunzione e contratti di locazione fittizi, successivamente registrati presso l’Agenzia delle Entrate, per ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno. Emergono inoltre episodi di finti matrimoni tra cittadini italiani, in alcuni casi anche ultrasettantenni, e giovani donne di origine magrebina, nonché ulteriori ipotesi di falso e rivelazione di segreto d’ufficio da parte di altri pubblici ufficiali.

Il sistema illecito e i nomi degli indagati

Al centro dell’inchiesta vi sarebbe un articolato sistema finalizzato a favorire la permanenza irregolare di cittadini extracomunitari sul territorio italiano. Secondo l’accusa, i promotori del sistema si sarebbero avvalsi anche della complicità “abituale” di un pubblico ufficiale. Si tratta di Michele Ugo Caruso, 63 anni, ispettore di Polizia Municipale di Lamezia Terme, in servizio all’ufficio indagini ambientali del Comando Polizia Locale del Comune, che avrebbe attestato falsamente la residenza degli stranieri nei verbali, consentendone l’iscrizione nei registri della popolazione residente del Comune di Lamezia Terme. Coinvolto nell’inchiesta un altro pubblico ufficiale. Si tratta di Mario Fortunato Mazzei, 67 anni.

I nomi di tutti gli indagati

Complessivamente sono 61 gli indagati. Si tratta di: Pasquale Perri (61 anni), di Lamezia Terme; Michele Ugo Caruso (63 anni), di Lamezia Terme; Antonio Sesto (72 anni), di Lamezia Terme; Michele Muraca (70 anni), di Lamezia Terme; Valeria Muraca (37 anni), di Lamezia Terme; Franco Perri (54 anni), di Lamezia Terme; Luigi Pingitore (52 anni), di Lamezia Terme; Caterina Domenicano (49 anni), di Lamezia Terme; Mario Fortunato Mazzei (66 anni), di Lamezia Terme; Rosetta Gentile (59 anni), di Lamezia Terme; Andrea Bevilacqua (44 anni), di Lamezia Terme; Vittorio Russo (31 anni), di Lamezia Terme; Carmine Cimino (65 anni), di Lamezia Terme; Luis Manuel Pinhao Cavaco (64 anni), portoghese; Lidia Filha De Freitas (66 anni), brasiliana; Bouazza El Miftahy (72 anni), marocchino; Souad Touaf (42 anni), marocchina; Hayat Daoui (45 anni), marocchina; James GL Nylender (29 anni), della Sierra Leone; Yakubu Oboh (35 anni), nigeriano; Prosper Obakpolor (27 anni), nigeriano; Kingsley Akhimien (34 anni), nigeriano; Bubacarr Keita (30 anni), gambiano; Hidrissa Jamme (30 anni), gambiano; Kader Dishad Abdulla (48 anni), iracheno; Amadou Barry (25 anni), gambiano; Saikou Darboe (26 anni), gambiano; Jude Oliye (28 anni), nigeriano; Jonathan Agbontaen (30 anni), nigeriano; Mussa Diallo (32 anni), senegalese; Abraham Godwin (31 anni), nigeriano; Youssuf Sano (34 anni), senegalese; Tasleem Akther (45 anni), pakistana; Happy Friday (27 anni), nigeriana; Evans Okafor (31 anni), nigeriano; Igofose Udi (40 anni), nigeriano; God’s Power Asia (38 anni), nigeriano; Bouchra Touaf (47 anni), marocchina; Moses Osagie Iyayi (43 anni), nigeriano; Progress Osunde (34 anni), nigeriano; Mourtadha Boughanmi (25 anni), tunisino; Ali Hussen (37 anni), somalo; Sumaila Mohammed (27 anni), ghanese; Sweet Ehisogie Osadiaye (43 anni), nigeriana; El Mehdi Benayad (29 anni), marocchino; Glory Patrick (30 anni), nigeriana; Moussa Diarra (26 anni), ivoriano; Monday Peter (36 anni), nigeriano; Suraj Abdul (32 anni), nigeriano; Wisdomo Bright Keneth (27 anni), nigeriano; Soumahila Konate (42 anni), ivoriano; Tessy Michael (36 anni), nigeriana; Oliver Obago (30 anni), nigeriano; Abdulai Bah (25 anni), della Sierra Leone; Emike Braimoh (31 anni), nigeriano; Alfusainey Darboe (30 anni), gambiano; Madimran Baradji (34 anni), maliano; Giovanni Ruperto (58 anni), di Lamezia Terme; Ahmed Ali (43 anni), somalo; Mounia Ailla (27 anni), marocchina; Hamza Bouafir (35 anni), marocchino.

Il ruolo del patronato

Le investigazioni hanno consentito di individuare anche un patronato di Lamezia Terme, gestito da soggetti formalmente disoccupati e percettori del reddito di cittadinanza, che avrebbero invece tratto profitti illeciti offrendo servizi per la gestione di pratiche di assunzione fittizia a favore di cittadini stranieri.

Revoche e numeri dell’inchiesta

A seguito delle irregolarità accertate, a 55 soggetti è stato revocato il beneficio del reddito di cittadinanza, ottenuto sulla base di dichiarazioni non veritiere circa la residenza in Italia da almeno dieci anni. Dei 61 indagati, 47 sono cittadini extracomunitari, mentre i restanti 14 sono italiani. Le indagini si trovano ora nella fase conclusiva, in vista delle eventuali determinazioni dell’autorità giudiziaria.

È stata notificata a 61 persone la conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, a firma del Procuratore facente funzioni. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo e in concorso tra loro, responsabili di violazioni delle norme contenute nel Testo unico sull’immigrazione.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img