× Sponsor
2 Aprile 2026
7.4 C
Calabria
spot_img

Sottosegretari e referendum, tra poltrone inutili e consultazioni costose: il doppio spreco della politica calabrese

Una partita tutta interna al Palazzo, lontana dai bisogni reali dei cittadini. Tra manovre politiche e scorciatoie, cresce la distanza tra istituzioni e Calabria reale

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

L’utilità della figura sottosegretariale è dubbia, questo lo sanno tutti, anche dalle parti del centrodestra. Ma ci sono modi di contrastare l’introduzione di questa istituzione a carattere consulenziale che sono ancora più dubbi, per non dire opportunistici, vedi il referendum ad hoc, che una parte di sinistra sta invocando. Diciamolo subito, non serve, non è in linea con il principio della morigeratezza nell’impiego delle risorse.

Uno spreco contro un altro spreco

Un referendum sui sottosegretari è un costo che appesantisce il costo principale. Ma è soprattutto una porticina secondaria da cui far rientrare personaggi politici che vogliono rifarsi una verginità, e con essa un seggio in Parlamento, dopo aver brillato per arroganza e supponenza. I cinque stelle, prima di regalare cadreghe (e catreje) a personalità politiche di cui si erano liberati, ci pensino, almeno, 5 volte. La stessa cosa faccia Pasquale Tridico che, insieme a Peppe Falcomatà ed Ernesto Alecci, sta facendo un buon lavoro per tenere unita la minoranza in Consiglio regionale.

Il buon senso ha già deciso

Uno spreco (i sottosegretari) non si combatte con un altro spreco (il referendum ad hoc). Tanto più che il centrosinistra la sua battaglia sui sottosegretari l’ha vinta, perché non si troverà un calabrese disposto a giustificare l’inserimento dell’ennesimo consulente in una regione che scoppia di dirigenti, funzionari e dipendenti di ruolo. E che scoppi lo dimostra il fatto che in Cittadella le persone non sanno dove mettersi data la mancanza di spazi. Il buon senso ha già vinto, dunque, non c’è bisogno di una consultazione su base regionale. C’è bisogno che Roberto Occhiuto ne prenda atto. E, da quel che sappiamo, il presidente potrebbe anche non utilizzare i sottosegretari. Ma se così non sarà, il centrosinistra scriva già nel programma regionale di domani che, una volta vinte le regionali, abrogherà la legge istitutiva dei pascari, rectius: sottolinea.

Il referendum vero è già nei social

Il referendum non servirebbe. Il voto dei calabresi è già nella risata amara con cui accolgono notizie del genere. È già in quella domanda secca che gira ogni volta: “E questi a che servono?”. Una domanda devastante, perché dentro non c’è solo sarcasmo. C’è il fallimento di una politica che continua a moltiplicare le figure intorno al potere proprio mentre perde contatto con la realtà.

La distanza tra Palazzo e Calabria

In una Regione normale si discuterebbe di come tagliare sprechi, semplificare livelli decisionali, rendere più rapida e più credibile l’azione pubblica. In Calabria, invece, si riesce ancora a spacciare per necessità l’ennesima aggiunta a una filiera politica già sovraccarica. E poi magari pretendono pure che i cittadini la chiamino modernizzazione. No: il nome giusto è un altro. È distanza. È arroganza. È il solito Palazzo che si occupa di sé mentre la Calabria aspetta ancora qualcuno che si occupi finalmente di lei.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE