Arriva al termine di una riunione definita tesa e divisiva la decisione dell’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati: 32 parlamentari delle opposizioni sanzionati per quanto accaduto il 30 gennaio scorso.
Al centro della vicenda c’è l’episodio dell’occupazione della sala stampa di Montecitorio, dove un gruppo di deputati impedì lo svolgimento di una conferenza stampa sulla cosiddetta “remigrazione”, promossa dal leghista Domenico Furgiuele.
All’iniziativa avrebbero dovuto partecipare esponenti di ambienti dell’estrema destra e del mondo neofascista, tra cui Luca Marsella, Giacomo Sogari e figure legate a esperienze come Forza Nuova e Rete dei Patrioti.
Le sospensioni: cinque giorni per chi ha bloccato l’evento
Il provvedimento più severo riguarda 22 deputati, ai quali sono stati inflitti cinque giorni di sospensione dai lavori parlamentari, con interdizione dalle attività.
Secondo la ricostruzione ufficiale dell’ufficio di presidenza, questi parlamentari avrebbero “materialmente impedito l’avvio della conferenza”, occupando il banco degli oratori.
Tra loro figurano esponenti del Partito democratico come Gianni Cuperlo e Laura Boldrini, del Movimento 5 stelle come Riccardo Ricciardi e di Alleanza Verdi e Sinistra, tra cui Nicola Fratoianni.
Nel gruppo rientra anche il deputato calabrese Nico Stumpo, indicato tra coloro che hanno preso parte attiva al blocco.
Quattro giorni per chi ha “saturato” la sala
Una seconda fascia di sanzioni colpisce altri 10 deputati, puniti con quattro giorni di sospensione.
In questo caso, la motivazione fa riferimento al fatto di aver “contribuito volontariamente a saturare i posti disponibili”, rendendo di fatto impossibile lo svolgimento dell’iniziativa.
Tra questi compare anche la deputata calabrese Anna Laura Orrico, insieme ad altri parlamentari di diverse forze di opposizione.
Le reazioni: “Lo rifaremmo”
Le risposte dei parlamentari colpiti arrivano a stretto giro e si muovono su un registro comune: rivendicazione politica e difesa del gesto.
In un post pubblicato sui social, Nicola Fratoianni (Avs) scrive: “Non considero questa sanzione come il segno di una colpa”. Il leader aggiunge che, a suo avviso, in assenza di interventi del governo contro le organizzazioni neofasciste, spetta al Parlamento impedire la loro legittimazione: “Lo rifarei, lo rifaremo se dovesse capitare la necessità, per onorare la democrazia, la Costituzione, la Repubblica e il suo fondamento antifascista”.
Sulla stessa linea Gianni Cuperlo (Pd), che sempre sui social afferma: “È la prima volta nella mia vita che vengo sospeso (mai, manco a scuola). Sono sereno e orgoglioso e domattina rifarei ciò che ho fatto”. Anche Arturo Scotto definisce l’episodio “una pagina buia per il Parlamento”, sostenendo di aver agito per difendere i valori costituzionali nati dalla Resistenza.
Le critiche dei gruppi parlamentari
Le prese di posizione ufficiali dei gruppi di opposizione sono particolarmente dure. Il Movimento 5 stelle parla di sanzioni “irricevibili e paradossali”, mettendo a confronto la severità adottata in questo caso con quella riservata al sottosegretario Andrea Delmastro per altre vicende.
Dal Partito democratico arriva una nota dell’ufficio di presidenza del gruppo che denuncia una “deriva sconcertante”. Nel comunicato si sottolinea come la protesta sia stata non violenta, con la lettura di articoli della Costituzione, e si contesta la scelta di sanzionarla mentre venivano assunte decisioni considerate più indulgenti in altri ambiti, tra cui il caso di Giusy Bartolozzi. Per queste ragioni, i democratici chiedono formalmente il ritiro del provvedimento disciplinare.
Un passaggio parlamentare controverso
La vicenda resta al centro del confronto politico per il suo significato istituzionale e simbolico. Da un lato, la maggioranza rivendica la necessità di garantire il rispetto delle regole parlamentari e lo svolgimento delle attività istituzionali. Dall’altro, le opposizioni interpretano le sanzioni come una punizione di un gesto politico antifascista.
Il caso rimane aperto sul piano politico, mentre gli effetti disciplinari delle sospensioni sono destinati a incidere direttamente sull’attività parlamentare dei deputati coinvolti nei prossimi giorni.








