I sondaggi più recenti mostrano un indebolimento significativo del consenso attorno a Donald Trump. L’indice di approvazione si è abbassato fino a poco sopra il 42%, mentre la quota di giudizi negativi supera stabilmente il 55%.
Un dato che, pur non eccezionale per un presidente in carica, assume un peso particolare in vista delle elezioni di metà mandato del 2026.
Economia e dazi: le conseguenze
Uno dei fattori principali del calo nei consensi è rappresentato dalla situazione economica e dalle scelte commerciali della Casa Bianca.
Le politiche sui dazi, pensate per rafforzare l’economia americana, stanno producendo effetti controversi: circa sei americani su dieci esprimono un giudizio negativo sull’operato del presidente, con critiche forti soprattutto su inflazione e commercio internazionale.
Le crisi internazionali
A pesare ulteriormente sull’immagine di Trump sono i fronti internazionali aperti negli ultimi mesi.
Le tensioni geopolitiche e i conflitti contribuiscono ad aumentare l’incertezza economica e il malcontento degli elettori. In alcuni casi, come nella gestione delle crisi energetiche e militari, il presidente è apparso oscillante, alimentando dubbi anche tra i suoi alleati politici.
Repubblicani in allarme
All’interno del Partito repubblicano cresce il timore di una sconfitta alle midterm.
Le proiezioni indicano una competizione molto serrata, con i democratici potenzialmente in grado di riconquistare la Camera dei Rappresentanti.
Molti esponenti conservatori temono che le scelte più divisive del presidente possano costare seggi decisivi, mettendo fine al controllo repubblicano del Congresso.
Nulla è ancora deciso
Nonostante il calo nei sondaggi, la situazione resta fluida.
Alcune rilevazioni indicano un vantaggio democratico limitato, nell’ordine di pochi punti percentuali.








