Momenti di paura nel cuore della “Perla del Tirreno”. Nel pomeriggio di ieri, intorno alle ore 17, la centralissima via Libertà di Tropea — una delle arterie più frequentate del centro storico, affollata a quell’ora di residenti e visitatori — si è trasformata nel teatro di una sparatoria in piena regola. Quattro colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata, almeno due hanno colpito alle gambe un imprenditore turistico, Dario Giuliano, 38 anni anni, originario di Capo Vaticano, titolare insieme alla famiglia di un albergo-ristorante nel Comune di Ricadi. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato avvicinato nei pressi di un bar da un altro giovane, accompagnato da un congiunto. Dopo un rapido scambio di parole dai toni sempre più accesi, la situazione è degenerata: l’aggressore ha estratto una pistola e ha aperto il fuoco.
Non è in pericolo di vita
Giuliano è stato soccorso immediatamente sul posto dal personale del 118, è stato trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, dove i medici lo hanno stabilizzato. Le sue condizioni, nonostante la gravità dell’accaduto, non destano preoccupazione: il 38enne non sarebbe in pericolo di vita. Mentre la vittima veniva caricata sull’ambulanza, l’aggressore approfittava del caos per dileguarsi rapidamente tra le vie del centro, facendo perdere le proprie tracce.
Il presunto autore dai carabinieri
Carabinieri e Polizia di Stato hanno transennato l’area per consentire i rilievi balistici, avviando contestualmente ricerche serrate sull’intero territorio comunale. La svolta è arrivata in serata: Graziano Chiarella, 28 anni, residente a Portosalvo — frazione di Vibo Valentia — si è presentato spontaneamente ai carabinieri, accompagnato dal suo legale di fiducia, l’avvocato Michelangelo Miceli. Il giovane ha fornito agli investigatori la sua versione dei fatti. Le indagini sono dirette dalla Procura di Vibo guidata da Camillo Falvo. Si lavora alla chiusura del cerchio incrociando le varie testimonianze, i riscontri dei rilievi effettuati sul luogo del ferimento e le immagini delle telecamere di videosorveglianza. I carabinieri hanno individuati tutti gli attori presenti sulla scena e per le prossime ore sono attesi sviluppi con i primi provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Per il momento nessuna misura cautelare è stata adottata ma il quadro è abbastanza chiaro.
Le ipotesi di reato e il movente
Al momento si procede per i reati di tentato omicidio, lesioni e spari in luogo pubblico. Ancora da definire nei dettagli la posizione relativa al porto e detenzione illegale di arma da fuoco. Gli inquirenti hanno fin da subito escluso una matrice riconducibile alla criminalità organizzata: il movente, secondo gli elementi emersi nelle prime ore di indagine, sarebbe da ricercarsi in dissidi di natura strettamente personale, forse legati a questioni sentimentali o lavorative, maturati in comunque in un contesto di contrasto privato tra i due uomini. Resta da chiarire, in particolare, se il diverbio di ieri pomeriggio fosse la prima manifestazione pubblica di una tensione preesistente o l’esito imprevedibile di una lite esplosa in modo improvviso. Una distinzione non irrilevante: nel primo caso si configurerebbe un agguato premeditato, con tutto ciò che ne consegue sul piano della qualificazione giuridica del fatto; nel secondo, una condotta impulsiva sfociata in violenza. Le prossime ore di indagine saranno determinanti.








