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9 Aprile 2026
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Carburanti, il petrolio cala ma prezzi ancora in aumento: in Calabria il gasolio supera 2,2 euro

Nella regione si registrano i livelli più alti per il diesel mentre benzina e gasolio continuano a salire in tutta Italia. Le associazioni dei consumatori denunciano rincari non coerenti con il crollo del greggio

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Non si ferma la corsa dei prezzi dei carburanti. Anche nelle ultime rilevazioni diffuse dal Mimit, benzina e gasolio registrano nuovi rialzi sia lungo la rete stradale sia su quella autostradale, alimentando le tensioni tra consumatori e operatori del settore. Il dato più eclatante emerge dalla Calabria, dove il gasolio supera la soglia dei 2,2 euro al litro, segnando uno dei livelli più elevati sul territorio nazionale.

La denuncia dei consumatori

A intervenire è Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che in una dichiarazione diffusa in data odierna contesta con durezza l’andamento dei listini. “Una vergogna. I prezzi invece di scendere, anche oggi, come ieri, continuano imperterriti a salire. Ennesima dimostrazione di come si continui allegramente a speculare sulla pelle degli automobilisti”, afferma Dona, sottolineando come gli aumenti risultino generalizzati e privi di giustificazione immediata rispetto all’andamento delle materie prime.

Il presidente dell’associazione richiama poi il contesto internazionale: “I prezzi sarebbero dovuti scendere già ieri, visto che, dopo le dichiarazioni di Trump sulla tregua di due settimane, all’una di ieri notte il petrolio (Wti) era già sceso del 10% e alle 2 del 18%”. Dona aggiunge che nella giornata precedente il greggio ha chiuso “in picchiata a New York a 94,41 dollari, con le quotazioni che hanno perso oltre il 16,41%”. Nonostante questo scenario, conclude, “nessuno, in media, ha ridotto i prezzi. Scandaloso”.

Le regioni più colpite

L’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori, basata sulle medie regionali in modalità self service elaborate dal Mimit, evidenzia variazioni significative da un giorno all’altro. Sul fronte del gasolio, gli incrementi più marcati si registrano in Abruzzo, dove un pieno da 50 litri costa fino a 80 centesimi in più, seguito da Emilia-Romagna e dalla rete autostradale.

Uno scenario simile emerge anche per la benzina, con l’Abruzzo ancora in testa per entità degli aumenti giornalieri. Subito dopo si collocano Emilia-Romagna e Sardegna, insieme alle tratte autostradali, dove i rincari risultano tra i più evidenti.

Un divario ancora aperto

Il nodo resta quello del mancato allineamento tra il calo delle quotazioni del petrolio e i prezzi finali praticati ai consumatori. Una dinamica già osservata in passato e che continua a sollevare interrogativi sulla tempistica e sui meccanismi di adeguamento lungo la filiera.

Al momento, i dati confermano una tendenza al rialzo diffusa, mentre il confronto tra andamento del greggio e prezzi alla pompa rimane al centro del dibattito tra associazioni dei consumatori e operatori del settore.

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