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14 Aprile 2026
14 Aprile 2026
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Sanità in Calabria, il Pd di Siderno attacca: “Screening fermi e diritti negati”

Dalla prevenzione oncologica assente al caso del mammografo inutilizzato, il Partito Democratico denuncia una sanità che “non prende in carico i pazienti” e chiede interventi immediati

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Una sanità che arranca, una prevenzione oncologica ancora fragile e servizi che non riescono a garantire risposte adeguate ai cittadini. È il quadro tracciato dal Circolo del Partito Democratico di Siderno, che in una nota pubblica punta il dito contro le criticità del sistema sanitario calabrese.

Il confronto con altre realtà italiane, come l’Emilia-Romagna, evidenzia un divario profondo: in quelle regioni i programmi di screening organizzato sono strutturati, capillari e capaci di intercettare i pazienti prima ancora che si ammalino, garantendo un percorso completo e gratuito.

Il caso Siderno: mammografo fermo e prenotazioni inutili

Tra gli esempi più emblematici, il Pd segnala la situazione della Casa della Salute di Siderno, dove un mammografo installato da tempo risulta inutilizzato.

Nonostante l’apertura delle prenotazioni nei mesi scorsi, ad oggi – denunciano – non è stato effettuato nemmeno un esame. Una condizione che rende evidente come la presenza delle tecnologie non sia sufficiente senza personale e organizzazione adeguata.

“Sanità lasciata al caso”: il peso delle liste d’attesa e del privato

Secondo il Pd, la conseguenza è una sanità che troppo spesso si regge su iniziative individuali o volontariato, mentre i cittadini si trovano costretti a rivolgersi al privato per evitare liste d’attesa infinite.

“La salute – si legge nella nota – non può dipendere dalla fortuna o dalle possibilità economiche”.

Critiche alla Regione: “Fine commissariamento? I diritti non tornano”

Nel mirino anche la narrazione della Regione Calabria sulla fine del commissariamento sanitario, definita una vittoria solo formale.

I conti possono tornare sulla carta, ma i diritti no”, sottolinea il Pd, che solleva interrogativi anche sul sostegno regionale all’autonomia differenziata, ritenuta un rischio per l’equità del sistema sanitario tra Nord e Sud.

Le richieste: continuità delle cure e medicina territoriale

Il Partito Democratico di Siderno chiede interventi concreti e immediati: le strutture sanitarie pubbliche devono funzionare ogni giorno e garantire continuità delle cure.

Una volta diagnosticata una patologia, spiegano, deve essere il sistema sanitario a programmare il percorso terapeutico, evitando che il paziente venga lasciato solo nel “labirinto delle prenotazioni”.

Screening e consultori: “Servono servizi reali, non annunci”

Tra le priorità indicate, anche il potenziamento dei programmi di screening e il rilancio dei consultori, che dovrebbero tornare a essere punti di riferimento per la prevenzione e l’assistenza sul territorio.

“La verità è semplice – conclude il Pd –: la salute delle donne calabresi non vale meno di quella delle altre regioni”.

“Basta scuse”: l’appello finale

Il messaggio politico è netto: “Non siamo cittadini di serie B. Il tempo delle scuse è finito. Ora è il tempo dei diritti”.

Una presa di posizione che riaccende il dibattito sulla sanità in Calabria, tra criticità strutturali e richieste di cambiamento sempre più pressanti.

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