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14 Aprile 2026
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Sovraindebitamento, scontro in Regione. Bruno (M5S): “Ddl velleitario, fermate il poltronificio”

Il capogruppo di "Tridico Presidente" attacca la proposta della maggioranza per l'istituzione di un nuovo Garante. Sotto accusa i costi da 50 mila euro annui e il rischio di illegittimità costituzionale

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La politica regionale calabrese torna a dividersi sulla creazione di nuovi organismi di sottogoverno. Al centro della polemica la proposta di legge n° 64, firmata da Orlandino Greco, che mira a istituire il “Garante regionale per il sovraindebitamento”. Per Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, si tratta di un’operazione priva di reali ricadute sociali e orientata esclusivamente alla moltiplicazione delle poltrone. “Il poltronificio della destra calabrese sembra non conoscere limiti” esordisce Bruno, che aggiunge: “Dopo l’allargamento della Giunta, l’introduzione dei consiglieri supplenti e la creazione dei sottosegretari – tutte scelte che hanno comportato costi rilevanti a carico dei calabresi – oggi assistiamo all’ennesimo tentativo di moltiplicare incarichi e posizioni. E’ un disegno politico chiaro, che privilegia la distribuzione di ruoli rispetto alla risposta ai bisogni reali della comunità”.

Il nodo dei costi e il conflitto di interessi

L’analisi del consigliere di opposizione entra nel merito tecnico e contabile del provvedimento, evidenziando una palese discrepanza tra le finalità dichiarate e le coperture previste. Bruno sottolinea come “non emergano reali esigenze dei cittadini che giustifichino l’istituzione di una nuova figura. Si tratta piuttosto di un incarico fiduciario, presentato come organismo indipendente, ma destinato a essere nominato dalla maggioranza e accompagnato da un’indennità significativa, fino a 50 mila euro annui”. Secondo l’esponente della minoranza, la funzione sarebbe superflua poiché già coperta da Camere di Commercio, organismi di crisi e Difensore civico: “La dichiarata assenza di oneri, a fronte della previsione di un’indennità così rilevante, rappresenta una contraddizione evidente sul piano tecnico e contabile”. Bruno solleva inoltre dubbi sull’autonomia del futuro Garante, notando che “i requisiti previsti per la nomina appaiono particolarmente circoscritti, alimentando il dubbio che si tratti di una figura costruita su misura. A ciò si aggiunge la possibilità per il Garante di continuare a esercitare la libera professione, con evidenti profili di potenziale conflitto di interessi, e senza un adeguato sistema di responsabilità”.

Rilievi costituzionali e invasione di campo

Oltre alla critica politica, il capogruppo solleva una pregiudiziale giuridica di rilievo nazionale, paventando un imminente conflitto di attribuzione con lo Stato centrale. “La proposta sembra spingersi oltre le competenze regionali: la maggioranza ha la presunzione di istituire un Garante che dovrebbe coordinare i Tribunali e monitorare gli Organismi di Composizione della Crisi, materie che sono di competenza esclusiva dello Stato (art. 117 Cost.)” denuncia Bruno. Il timore è che l’approvazione del testo possa tradursi in un ennesimo nulla di fatto giudiziario: “Una legge regionale che pretende di interferire con l’ordinamento giudiziario. E’ un tentativo velleitario di sostituirsi agli organi statali che espone la Calabria all’ennesima figuraccia davanti alla Corte costituzionale. Si tratta di un’impostazione che rischia di esporre la Regione a censure di legittimità”. La richiesta finale è netta: “Non si tratta di negare l’importanza del tema del sovraindebitamento ma di affrontarlo con strumenti efficaci e nel rispetto delle competenze istituzionali. La Calabria ha bisogno di una pubblica amministrazione sobria, efficiente e orientata ai servizi, non dell’ennesima struttura che rischia di appesantire la spesa senza produrre benefici concreti. Per queste ragioni riteniamo che la proposta debba essere ritirata e che si apra un confronto serio sulle reali priorità della nostra regione”.

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