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15 Aprile 2026
15 Aprile 2026
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Forza Italia riparte dai governatori: Occhiuto e Cirio “direttori dei lavori” del nuovo cantiere azzurro

Dopo il flop referendario, il partito si riorganizza nei territori: congressi, liste da rifare e nuovi equilibri sotto l’ombrello dei Berlusconi

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Alberto&Roberto. A dispetto della (irrilevante) distanza geografica che li separa, Cirio e Occhiuto, non sono solo due fra i governatori azzurri di punta, ma ormai anche una direttrice politica reale. Una rotta obbligata, lungo la quale è iniziata l’opera di ricostruzione forzista cui il casato berlusconiano punta con rinnovata determinazione, dopo il fallimento referendario, che in alcune periferie d’Italia ha indotto dirigenti e simpatizzanti a prendere carta e penna e a scrivere a qualcuno di molto in alto per denunciare la stagnazione azzurra, anche in Calabria eh!

Il cantiere della “domus turchese”

Non c’è materiale o componente d’arredo per i lavori della casa edificata da Silvio Berlusconi, su cui i due presidenti non vengano interpellati preventivamente.
A dimostrazione di quanto siano tenuti in considerazione dagli azionisti unici del partito.

Il cambio sulla tolda di comando dei gruppi parlamentari di Camera e Senato è solo un particolare stilistico, un po’ come il colore per riaffrescare le mura della domus turchese, se messo a confronto con il mastodontico cantiere aperto in operativo silenzio su base regionale, e di cui proprio Occhiuto e Cirio sono i direttori dei lavori.

La partita nei territori

Sì, perché la partita si gioca nei territori, specie in quelle italiche periferie dove l’iniziativa azzurra ha stentato a farsi largo, soprattutto in occasione della tornata referendaria, il cui esito ha certificato, tra l’altro, una certa orrenda propaganda, basata su clichè di comunicazione politica improvvisati e non all’altezza della causa. Quasi un paradosso per un partito che sul dialogo (mediatico) con gli elettori ha edificato nei decenni le sue fortune.

L’eredità comunicativa di Berlusconi

E’ vero, Silvio Berlusconi non c’è più, ma questo non significa che bisogna archiviarne il patrimonio di tecnica comunicativa. Che i due gubernator prediletti hanno ben recepito e personalizzato.

Si riparte da loro anche per questo. E poi perché sono ritenuti più in forma rispetto a modelli in via di consunzione politica, vedi Schifani e altri che pur rivestono, o hanno rivestito cariche istituzionali di peso.

Tagli, congressi e liste da rifare

Il ruolo di direttori dei lavori del cantiere “Nuova Forza Italia” affidato agli ‘ingegneri’ Occhiuto e Cirio comporta, tuttavia, più oneri che onori, in questa prima fase almeno. Sono diversi, infatti, gli scenari locali dove i due dovranno tagliare qualche testa importante o ridimensionare le ambizioni sfrenate di consiglieri regionali e parlamentari che si sentono statisti. La imminente sessione congressuale, da questo punto di vista, riserverà più di una sorpresa.

La partita calabrese e il nodo delle candidature

Sarà una fase delicata che, ovviamente, interesserà anche il granaio forzista calabrese, chiamato sin da subito a confrontarsi con criteri di composizione delle prossime liste azzurre un po’ diversi rispetto al passato. Milano chiede infatti novità, giovani con zucche pensanti e non vuote come quelle che vengono spesso promosse solo perché vicine a qualche vicerè comprensoriale.

Il 2027 e gli scenari nazionali

Nel 2027, la squadra che ha vinto sarà cambiata, perché i Berlusconi vogliono stravincere. E, se possibile, assicurarsi una linea di successione limpida e virtuosa, nel caso in cui Roberto Occhiuto, una volta uscito dal focus giudiziario, fosse chiamato a ricoprire un ruolo nazionale di prestigio. I bene informati scommetterebbero su Gianluca Gallo, noi, allo stato attuale, su nessuno: troppe sono le condizioni che si devono inverare prima di paventare situazioni realistiche: prima fra tutte, la vittoria del centrodestra alle parlamentari, non più scontata.

Il dato certo: il peso di Occhiuto

Un dato è però certo, e riguarda il presente: il peso crescente del presidente della Regione Calabria nella considerazione di Marina Berlusconi, a dispetto di alcune ineludibili criticità che condizionano il medesimo.

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