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18 Aprile 2026
18 Aprile 2026
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Supplente taglia una ciocca di capelli a due studentesse, scoppia il caso in classe: aperta indagine interna

Una docente finisce al centro delle polemiche dopo il gesto per “spiegare” un riassunto. Avviata un’indagine

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Un episodio destinato a far discutere quello avvenuto in una classe di terza media dell’istituto Bellini di Mestre, dove una docente ha tagliato una ciocca di capelli a due studentesse durante l’orario di lezione. Il fatto si sarebbe verificato davanti ai compagni, dopo che le ragazze avevano chiesto chiarimenti su come realizzare un riassunto.

La versione dell’insegnante

L’insegnante, arrivata da poche settimane con un incarico di supplenza, avrebbe ammesso l’accaduto, riconoscendo di aver “esagerato”. Secondo quanto riferito, il gesto sarebbe stato compiuto “per farsi comprendere meglio”, con l’intento di rendere più chiaro il concetto richiesto agli studenti.

Proteste e indagine interna

L’episodio ha immediatamente provocato la reazione dei genitori e della scuola, che ha avviato un’indagine interna per accertare i fatti e valutare eventuali provvedimenti. La vicenda ha suscitato anche una forte presa di posizione da parte del mondo scolastico.

Le reazioni del mondo della scuola

“Una azione piuttosto bizzarra, non da farsi, sicuramente non condivisibile: un docente non può tagliare i capelli ad un allievo”, ha dichiarato Antonello Giannelli, presidente nazionale dell’Associazione presidi.

Sulla stessa linea Mario Rusconi, presidente dei presidi di Roma, che ha ribadito la necessità di un approccio educativo rispettoso: “Ogni docente deve avere grande rispetto per i ragazzi sia dal punto di visto fisico che morale”.

Studenti: “Atto umiliante”

Dura anche la posizione delle rappresentanze studentesche.

“È una gravissima lesione dell’integrità fisica e psicologica delle studentesse”, ha affermato Bianca Piergentili, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Lazio, denunciando un uso improprio del ruolo educativo e parlando di un episodio che avrebbe trasformato un momento didattico in un atto di umiliazione pubblica. La vicenda resta ora al vaglio dell’istituto, mentre si attendono eventuali decisioni disciplinari.

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