Il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele entra in una nuova fase di forte instabilità, con sviluppi che riguardano sia lo scenario mediorientale sia le rotte strategiche del commercio globale.
Secondo le autorità militari iraniane, lo Stretto di Hormuz sarebbe tornato a essere soggetto a restrizioni dopo una breve riapertura avvenuta nei giorni successivi alla tregua in Libano. La decisione sarebbe arrivata in risposta al mantenimento del blocco navale statunitense sull’area, considerata cruciale per il transito energetico mondiale. In precedenza, alcune navi erano riuscite comunque ad attraversare il passaggio marittimo, segno di una situazione ancora fluida e non stabilizzata.
Sul fronte politico e militare, da Teheran arrivano dichiarazioni di forte tono da parte di esponenti vicini alla leadership, che parlano di una marina iraniana pronta a reagire duramente a eventuali pressioni esterne.
Nel frattempo, dagli Stati Uniti emergono nuove affermazioni del presidente Donald Trump, secondo cui l’Iran avrebbe manifestato disponibilità a sospendere il proprio programma nucleare, con la possibilità di trasferire parte dell’uranio arricchito fuori dal Paese. Washington, secondo le sue parole, manterrebbe comunque la pressione sulle rotte marittime iraniane in assenza di un accordo di pace e non escluderebbe una revisione del cessate il fuoco alla scadenza prevista.
Attacco ai caschi blu in Libano: morto un soldato francese
Sul versante libanese, un grave episodio ha coinvolto il contingente delle Nazioni Unite. Un attacco contro le forze di interposizione Unifil ha provocato la morte di un militare francese e il ferimento di altri tre.
La notizia è stata confermata dalle autorità francesi, con il presidente Emmanuel Macron che ha parlato di un’azione riconducibile, secondo le prime valutazioni, a Hezbollah, ipotesi però respinta dal movimento libanese.






