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20 Aprile 2026
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Trasporti in Calabria, Rifondazione Comunista all’attacco: “La mobilità è un diritto, non un lusso”

Il partito denuncia i pesanti rincari sulle tratte Cosenza-Rende e sulla fascia jonica, puntando il dito contro la gestione del servizio pubblico. La crisi dell'Amaco e l'aumento dei costi dei biglietti mettono a rischio il diritto alla mobilità per studenti e lavoratori.

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La decisione del Consorzio Autolinee di rivedere al rialzo le tariffe per il collegamento tra Cosenza, Rende e l’Università della Calabria ha innescato una dura reazione politica. Rifondazione Comunista definisce “inaccettabile” una scelta che incide direttamente sulle tasche di pendolari e universitari, già provati da un sistema di trasporti spesso lontano dagli standard di efficienza necessari. Secondo gli esponenti del partito, l’aggravio dei costi non corrisponde ad alcun potenziamento dei servizi, configurandosi come un ulteriore ostacolo alla libera circolazione dei cittadini nell’area urbana.

L’emergenza sulla fascia jonica e il caso Intersaj

Il quadro delle criticità si estende ben oltre i confini del capoluogo bruzio. Sulla fascia jonica, i rincari hanno assunto proporzioni allarmanti in coincidenza con i flussi delle festività pasquali. Le tratte gestite da Intersaj, fondamentali per i collegamenti interregionali tra Calabria, Basilicata e Puglia, hanno registrato aumenti fino a 6 euro per singolo titolo di viaggio. In un territorio dove le alternative ferroviarie sono pressoché inesistenti, l’autobus rappresenta una necessità primaria e non una scelta discrezionale, lasciando l’utenza priva di difese di fronte a dinamiche di mercato che assumono i contorni di un monopolio di fatto.

Il fallimento gestionale e il declino di Amaco

L’analisi di Rifondazione Comunista si sposta poi sulla crisi strutturale che sta travolgendo il trasporto locale, individuando nel declino dell’Amaco a Cosenza il simbolo di un fallimento gestionale sistemico. La precarietà del servizio non ricade solo sui passeggeri, ma investe drammaticamente anche la stabilità occupazionale di lavoratrici e lavoratori del settore. La denuncia è netta: il diritto fondamentale alla mobilità sarebbe stato sacrificato in favore di logiche di profitto, penalizzando sistematicamente le fasce più deboli della popolazione calabrese.

L’appello alla Regione per un piano di rilancio

Di fronte a quella che viene definita una “deriva inaccettabile”, Domenico Passarelli e Stefano Vento sollecitano un intervento immediato da parte della Regione Calabria. La richiesta è chiara: bloccare gli aumenti tariffari e avviare un piano di investimenti serio che metta al centro il bisogno delle comunità locali. Per Rifondazione Comunista, è tempo che le istituzioni garantiscano tariffe accessibili e servizi efficienti, sottraendo i collegamenti essenziali a gestioni che guardano agli interessi privati a discapito della funzione sociale del trasporto pubblico.

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