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22 Aprile 2026
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Omicidio Gaetani, la Dda chiede il processo: quattro imputati per il delitto di ‘ndrangheta nel Cosentino (NOMI)

Nel mirino mandanti ed esecutori dell’agguato del 2020 a Cassano: decisiva la collaborazione del killer. L’udienza preliminare fissata a giugno davanti al gip, ricostruito il ruolo dei clan e i legami della vittima

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La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro persone ritenute, a vario titolo, coinvolte nell’omicidio di Giuseppe Gaetani, avvenuto il 2 dicembre 2020 a Cassano allo Ionio, nel Cosentino. Gli imputati sono Nicola Abbruzzese, Pasquale Forastefano, Domenico Massa e Gianluca Maestri.

La ricostruzione dell’accusa

Secondo la ricostruzione della Dda, il delitto si inserisce in un contesto di dinamiche tra cosche di ’ndrangheta. In particolare, Pasquale Forastefano, ritenuto reggente dell’omonima cosca, avrebbe ideato e organizzato l’omicidio, condividendo il piano con Nicola Abbruzzese, indicato come capo del gruppo degli “zingari”, al quale sarebbe stato chiesto di individuare un killer.

Il giorno dell’agguato, sempre secondo l’accusa, Forastefano avrebbe dato il via all’azione.

L’agguato e il ruolo del collaboratore

La vittima fu raggiunta da diversi colpi di pistola calibro 9 mentre si trovava alla guida della propria auto, nei pressi della sua abitazione.

Il presunto esecutore materiale sarebbe Gianluca Maestri, che avrebbe sparato dall’interno di un furgone insieme ad altri soggetti rimasti ignoti. Lo stesso Maestri, oggi collaboratore di giustizia, avrebbe fornito un contributo rilevante alle indagini.

Il ruolo degli altri imputati

Domenico Massa è accusato di aver fornito supporto logistico, mettendo a disposizione un capannone utilizzato per occultare armi e mezzo impiegato nel delitto, nonché come base di partenza del commando.

I rapporti della vittima

Secondo gli inquirenti, Giuseppe Gaetani avrebbe svolto un ruolo di intermediario tra Leonardo Portoraro e Pasquale Forastefano, facilitando contatti e incontri.

Dalle indagini sarebbero emersi anche legami personali, tra cui una relazione sentimentale con una donna appartenente al clan Forastefano e rapporti di parentela con lo stesso Portoraro.

Fissata l’udienza preliminare

Il giudice per l’udienza preliminare Mario Santoemma ha fissato al 3 giugno la data dell’udienza preliminare, passaggio decisivo per stabilire l’eventuale avvio del processo.

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