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24 Aprile 2026
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Caso ASP Catanzaro: la lavoratrice vince il ricorso ma non ottiene il posto. Pitaro diffida il Generale Battistini

Nonostante una sentenza del Tribunale del Lavoro di Catanzaro abbia sancito il suo diritto all'incarico, la dottoressa Nicoletta Cua resta in attesa dell'esecuzione del provvedimento.

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La vicenda trae origine dall’impugnazione di un avviso interno per il conferimento di incarichi di funzione organizzativa presso il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze (CSM) di Catanzaro. Dopo un ricorso accolto integralmente, il Tribunale di Catanzaro, con la sentenza n. 416 del 10 aprile 2026, ha statuito con chiarezza: “dichiara la illegittimità dell’atto di conferimento di incarico della funzione in esame; dichiara il diritto della ricorrente all’attribuzione dell’incarico di funzione organizzativa dipartimento salute mentale e dipendenze – Csm Catanzaro”.

Nonostante la sentenza sia stata regolarmente notificata il 15 aprile e risulti immediatamente esecutiva, l’ASP di Catanzaro non ha ancora provveduto all’attribuzione dell’incarico. Nell’atto di diffida, l’avvocato Pitaro sottolinea come l’ente stia eludendo il comando giudiziale: “la sentenza de qua è stata ritualmente notificata in data 15/4/2026 all’ASP di Catanzaro; che la sentenza de qua è immediatamente esecutiva; che, tuttavia, ad oggi, l’ASP Catanzaro non ha preso atto della sentenza de qua, né dato esecuzione alla stessa, né attribuito all’istante, dott.ssa Nicoletta Cua, l’incarico previsto in sentenza”.

“Situazione di totale illegalità”: l’affondo del legale

Il legale della lavoratrice contesta duramente la condotta dell’ente pubblico, definendola gravissima e in aperto contrasto con i doveri di un’amministrazione guidata da un ex Generale dell’Esercito Italiano. Secondo Pitaro, il ritardo starebbe cristallizzando una situazione paradossale: “la condotta omissiva di ASP Catanzaro permette e consente che all’interno di ASP Catanzaro vi sia una situazione di totale illegalità al punto che l’incarico, che secondo il Tribunale deve essere svolto dalla dott.ssa Nicoletta Cua, è svolto da soggetto che, secondo il Tribunale, non ha diritto di svolgere il ruolo de quo”.

L’atto di diffida evidenzia inoltre il danno alla crescita professionale della lavoratrice, costretta a una battaglia legale che sembra non concludersi nemmeno dopo il verdetto favorevole: “la condotta illegale di ASP Catanzaro e dei soggetti responsabili non è ulteriormente tollerabile e la stessa non solo integra ipotesi di reato ma lede ictu oculi il diritto alla crescita professionale della lavoratrice Cua”.

Ultimatum di sette giorni e minaccia di esposto alla Procura

La diffida inviata al commissario straordinario dell’ASP, Generale Antonio Battistini, non lascia spazio a interpretazioni. Pitaro: “Invita E diffida L’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, in persona del legale rappresentante in carica p.t., Generale Antonio Battistini, a voler dare immediata e puntuale e totale applicazione alla sentenza N. 416 del 10/4/2026 del Tribunale del Lavoro di Catanzaro e, conseguentemente, ad eliminare la situazione di illegalità che vi è in ASP Catanzaro con riferimento all’incarico de quo […] nel termine di sette giorni decorrenti dal ricevimento del presente atto”.

In assenza di una risposta tempestiva, la vertenza è destinata a spostarsi sul piano penale. Il legale ha infatti già preannunciato la volontà di procedere con un “Esposto/querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro affinché gli organi inquirenti facciano luce sul presente caso e accertino i soggetti responsabili della omessa applicazione della sentenza e dell’omessa attribuzione dell’incarico e i reati commessi”.

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