Il decreto sicurezza è stato convertito in legge dopo il voto dell’Aula della Camera, che ha registrato 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto. L’approvazione è arrivata al termine di una seduta prolungata, durata due giorni e conclusa nella mattinata del 24 aprile. In Aula erano presenti il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il vicepremier Matteo Salvini.
Il Consiglio dei ministri approva il correttivo sui rimpatri volontari
Parallelamente al voto parlamentare, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge con disposizioni urgenti sui rimpatri volontari assistiti, contenente un correttivo al testo appena convertito. La riunione è stata molto breve e ha introdotto modifiche operative rilevanti. Il contributo di 615 euro destinato a chi fornisce assistenza nella procedura di rimpatrio sarà riconosciuto alla conclusione del procedimento amministrativo, e non più al momento della partenza del migrante. È stata inoltre ampliata la platea dei soggetti che possono svolgere l’attività di assistenza, eliminando il vincolo che la prestazione debba essere fornita esclusivamente da un avvocato.
Una nota di Palazzo Chigi precisa che vengono eliminate dal testo le parti che attribuivano al Consiglio Nazionale Forense un ruolo nella gestione dei programmi di rimpatrio. Sarà un decreto del Ministero dell’Interno a definire i criteri per individuare i rappresentanti autorizzati e le modalità di corresponsione dei compensi.
Le proteste e le iniziative simboliche in Aula
Durante la seduta, le opposizioni hanno esposto cartelli con la scritta “La nostra sicurezza è la Costituzione”. In un momento successivo, l’intero emiciclo ha intonato l’Inno d’Italia, iniziato dai deputati della maggioranza e seguito da tutti i gruppi parlamentari.
Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato le proteste affermando: “Siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l’inno nazionale, ma quelli cantano Bella ciao, mi sembra una mancanza di rispetto”.
Gli interventi dei gruppi parlamentari
Nel corso del dibattito, Nicola Fratoianni (Avs) ha dichiarato: “Sentire dire in Aula che cantare Bella ciao è un atto divisivo rivela l’ipocrisia del vostro appello all’unità. Noi vogliamo unità ma nella chiarezza”.
Gianfranco Rotondi (FdI) ha replicato: “Questo centrodestra non deve subire nessun esame sul 25 aprile. Voi cantate per dividere”.
Prima del voto finale, le opposizioni hanno nuovamente intonato Bella Ciao mostrando copie della Costituzione.
Chiara Gribaudo (Pd) ha spiegato: “Oggi in Aula abbiamo cantato Bella Ciao perché, alla vigilia del 25 aprile, il Governo sta approvando un decreto sicurezza anticostituzionale. I valori dell’antifascismo sono la base della nostra democrazia”.
Le posizioni dei partiti sul provvedimento
Nel corso della seduta, il Partito Democratico ha definito il decreto una “certificazione del fallimento dell’azione del governo”, sottolineando che si tratta del quarto intervento normativo in materia di sicurezza.
Secondo i deputati del gruppo, il provvedimento introduce nuovi reati e pene più alte, senza rispondere ai bisogni reali dei cittadini. Sono state espresse critiche anche al metodo, giudicato caratterizzato da “strappi e forzature” che avrebbero compresso il dibattito parlamentare.
Le dichiarazioni finali
Al termine del voto, Matteo Salvini ha commentato l’approvazione: “Gioia per l’approvazione del decreto sicurezza: è una bella giornata nonostante i problemi a livello mondiale”, aggiungendo che il provvedimento avrà effetti positivi sulla vita quotidiana dei cittadini.






