Il direttore del Dipartimento di Prevenzione, e fino a poco tempo addietro direttore sanitario dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza è stato aggredito fisicamente e verbalmente in pieno giorno, in centro a Cosenza. Il dottor Martino Rizzo è stato vittima dell’azione violenta mentre percorreva la scalinata tra Via Alimena e Via Montesanto.
L’episodio si è concluso con l’intervento di un passante, che si è interposto fisicamente, e con l’arrivo della polizia.
Il dirigente ha presentato denuncia alla Questura di Cosenza e precedentemente aveva già inviato una segnalazione alla Procura della Repubblica, ritenendo la situazione di pericolosità tale da richiedere attenzione giudiziaria autonoma. Secondo quanto denunciato, durante l’aggressione sarebbero state pronunciate minacce esplicite: “Non torni a casa” e “Ti vengo a prendere a casa”.
Una storia documentata
L’autore dell’aggressione sarebbe un dipendente dell’Asp, riammesso in servizio in esecuzione di una sentenza del Tribunale di Paola. Una storia tutt’altro che nuova: atti protocollati documentano che il dottor Rizzo aveva segnalato per iscritto la pericolosità della situazione già il 30 marzo 2026 e di nuovo il 17 aprile — tre giorni prima dell’aggressione — indirizzando le note al commissario straordinario, al referente sanitario e al referente amministrativo dell’Asp.
Quegli stessi atti descrivono un quadro preoccupante: precedenti episodi aggressivi nei confronti di colleghi e procedimenti penali.
Dando seguito al Tribunale di Paola, al dipendente era stato disposto il rientro in servizio con assegnazione all’incarico con sede a Cosenza. Informati dei precedenti, i vertici aziendali avevano poi rettificato la disposizione assegnando il dipendente a un poliambulatorio periferico, con presa di servizio fissata al 16 aprile. Il dipendente non si sarebbe mai presentato nella sede assegnata ma presso la sede dell’Uoc in cui aveva prestato servizio fino al licenziamento.
L’aggressione e le minacce
La situazione sarebbe quindi precipitata quando il dipendente avrebbe individuato nel dottor Rizzo il responsabile delle decisioni sulla sua collocazione lavorativa e così avrebbe affrontato il dirigente. L’escalation ha portato all’aggressione fisica vera e propria, accompagnata — secondo quanto denunciato — da minacce esplicite, frasi che il dirigente avrebbe riferito agli inquirenti.
Il nodo della sicurezza nei luoghi di lavoro
L’episodio si inserisce nel più ampio e preoccupante fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sistemiche, non più circoscrivibili ai soli pronto soccorso o reparti ospedalieri. Colpisce, in questo caso, che il bersaglio sia un dirigente di vertice, e che l’aggressore fosse un soggetto la cui pericolosità — stando alle fonti — era nota all’interno dell’azienda da tempo.






