La corsa alla riqualificazione dello stadio “Ceravolo” di Catanzaro è entrata nella fase decisiva. Alla gara bandita dall’amministrazione comunale per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori hanno partecipato quattro soggetti, tra ditte individuali e raggruppamenti temporanei di imprese. Il termine per la presentazione delle offerte è scaduto il 22 aprile, e già il giorno successivo Palazzo De Nobili ha adottato la determina di nomina della commissione giudicatrice.
A presiederla è stato designato Giovanni Laganà, dirigente del settore Grandi opere del Comune. I componenti tecnici sono i funzionari comunali Fabio Gualtieri e Danilo Cosco; le funzioni di segretario verbalizzante spettano ad Antonino Pagano. La commissione si è insediata immediatamente, prendendo avvio dalla valutazione delle proposte pervenute.
Stand still: la leva per serrare i tempi
I margini temporali sono stretti, e l’amministrazione lo sa. Secondo quanto risulta, l’obiettivo è giungere all’aggiudicazione entro un mese, con la speranza concreta di anticipare quella scadenza. Per farlo, il Municipio starebbe valutando il ricorso alla cosiddetta procedura “stand still” — strumento previsto dal Codice dei contratti pubblici — che consente di comprimere i tempi separando la proposta di aggiudicazione dalla verifica definitiva dei requisiti del concorrente che risulterà vincitore.
In concreto, il meccanismo permetterebbe all’impresa aggiudicataria — o al raggruppamento — di avviare la progettazione esecutiva già prima che si completi il controllo formale sui requisiti, guadagnando settimane preziose sul calendario. Un vantaggio non trascurabile, che poggia su una base già solida: il progetto di fattibilità tecnico-economica approvato dalla Giunta Fiorita, elaborato dalla società Sportium — una delle realtà più affermate nel settore degli impianti sportivi — su commissione di Confindustria Catanzaro, che ha di fatto donato alla città quel masterplan.
Curva Capraro e tribuna: cosa cambierà
Il quadro degli interventi è definito dal capitolato di gara. I lavori, finanziati con i 9 milioni di euro stanziati dalla Regione Calabria, hanno una durata prevista di 106 giorni — poco meno di tre mesi e mezzo — e si concentrano su due fronti principali.
Il più imponente riguarda la curva “Capraro”: demolizione integrale e ricostruzione secondo il modello della gradinata all’inglese, con le nuove strutture collocate a meno di venti metri dalla linea di fondo campo, a ridosso del terreno di gioco. Il secondo intervento, di analoga complessità tecnica, riguarda la copertura della tribuna: abbattimento della struttura esistente e posa di una nuova copertura sulle ali laterali. La parte centrale della tribuna è invece finanziata con il milione di euro del PNRR già nella disponibilità del Comune da quattro anni, e segue un binario separato.
La prossima stagione con un settore chiuso
Il nodo politico resta aperto. I ritardi maturati nel corso degli ultimi mesi hanno alimentato tensioni crescenti, culminate in un incontro tra il sindaco Fiorita e una delegazione dei gruppi organizzati della curva, che reclamavano risposte concrete sui tempi di realizzazione. Risposte che, al momento, restano parziali.
Appare pressoché certa la prospettiva che alcune partite del prossimo campionato vengano disputate con almeno un settore dello stadio chiuso al pubblico, conseguenza diretta del cantiere che sarà in corso. Una circostanza scomoda, attesa da tempo, che l’amministrazione dovrà ora gestire anche sul piano della comunicazione con i tifosi.






