Il parco eolico offshore Enotria, destinato a sorgere nel Golfo di Squillace, cambia ancora forma. La società spagnola Acciona ha depositato presso il Ministero dell’Ambiente una nuova documentazione integrativa che introduce modifiche rispetto all’ultimo progetto già rivisto. La novità più significativa riguarda l’altezza degli aerogeneratori: le turbine scendono da 355 a 320 metri, con una riduzione di 35 metri rispetto alle misure previste nell’ultima versione del progetto. Il documento è stato predisposto in risposta agli approfondimenti richiesti dalla Commissione Tecnica per il PNRR e dal Ministero della Cultura, a seguito del sopralluogo effettuato sulle aree di impianto il 15 e 16 ottobre 2025.
Un percorso di revisioni progressivo
Non si tratta del primo aggiornamento al progetto originario. Già nel giugno scorso, a fronte dei rilievi formulati dal Ministero, dagli enti locali e dalle associazioni del territorio, Acciona aveva presentato una prima serie di modifiche. In quella circostanza, la revisione più rilevante aveva riguardato il numero delle turbine: gli aerogeneratori previsti erano scesi dagli iniziali 37 a 31, con una riduzione numerica compensata da macchine di maggiore potenza unitaria. Il nuovo deposito si inserisce in questa traiettoria di adeguamento progressivo e punta esplicitamente a ridurre l’impatto visivo dell’impianto sulle coste calabresi.
L’impatto visivo: i fotoinserimenti e le distanze
A corredo della documentazione tecnica, Acciona ha prodotto nuovi fotoinserimenti riferiti a otto distinti punti di osservazione localizzati lungo il tratto costiero più prossimo all’area del parco. Gli elaborati, precisa la società, sono stati realizzati in condizioni di buona visibilità diurna.
Secondo lo studio, il punto più vicino al parco eolico è il Faro di Punta Stilo, a circa 22,5 chilometri di distanza: è anche quello con l’impatto relativo più elevato, classificato tuttavia come “impatto basso”. All’estremo opposto della scala si collocano i Ruderi della Chiesa di San Martino a Stalettì: pur non essendo il punto più lontano, la quota inferiore rispetto ad altri siti consente di sfruttare il mascheramento dato dalla curvatura terrestre, riducendo ulteriormente la percezione visiva delle turbine. Per quanto riguarda Catanzaro, l’impatto visivo dalla Torre Cavallara è classificato come «trascurabile».
Le dimensioni percepite a distanza
La documentazione offre anche un dato di prospettiva concreta. Un aerogeneratore alto 320 metri, osservato a 5 chilometri di distanza, appare all’occhio umano come un oggetto di circa 4,5 centimetri. A 20 chilometri dalla costa — distanza alla quale la fondazione galleggiante non è più visibile a livello del mare — l’altezza percepita si riduce a poco più di un centimetro. A 26 chilometri, risulterà potenzialmente visibile soltanto la sagoma del rotore con le pale, corrispondente a un oggetto di circa 8 millimetri.
La stazione elettrica si sposta, i cavi attraversano il canyon
Tra le altre modifiche contenute nel documento figura anche lo spostamento di circa 3 chilometri della futura Stazione Elettrica Terna “Cutro 380”. La documentazione include inoltre una sezione dedicata alle tecniche da adottare per la posa dei cavi sottomarini nell’attraversamento di un canyon marino, un aspetto tecnico di particolare delicatezza nella fase di realizzazione dell’impianto.
Osservazioni aperte fino al 1° maggio
Comuni, enti territoriali e organizzazioni hanno adesso tempo fino al 1° maggio per presentare le proprie osservazioni sulle nuove proposte depositate da Acciona. Un termine ravvicinato che lascia poco spazio alle istituzioni locali per elaborare valutazioni tecniche approfondite sulle modifiche introdotte.






