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26 Aprile 2026
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Tragedia in galleria a Catanzaro, archiviata l’indagine sull’autista del camion: “Escluse responsabilità penali”

Inchiesta sulla morte dei coniugi Nicola Barbieri e Ornella Pelle: il mezzo era fermo per un guasto, con le quattro frecce attivate. Respinta l’opposizione dei familiari: per il giudice il camion era un ostacolo "visibile e superabile"

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Si chiude con un’archiviazione il procedimento penale aperto in seguito alla tragedia del 7 maggio 2025 nella galleria Sella di Marcellinara, lungo la Statale 280 in direzione Lamezia Terme. Il gip Massimo Forciniti del Tribunale di Catanzaro ha depositato nei giorni scorsi il decreto con cui ha disposto l’archiviazione del fascicolo a carico dell’autista del camion contro cui persero la vita il farmacista di origini vibonesi Nicola Barbieri e sua moglie, la farmacista catanzarese Ornella Pelle. La formula adottata dal giudice è netta: “Alla luce delle risultanze investigative complessivamente acquisite deve escludersi la configurabilità di profili di responsabilità penale a carico dell’indagato.”

La dinamica del sinistro ricostruita nel decreto

Il decreto ripercorre con precisione la sequenza degli eventi. Il camion, condotto da un autista di 59 anni, si sarebbe fermato all’interno della galleria a causa di un guasto al motore. Secondo quanto ricostruito dal giudice, il conducente avrebbe reagito immediatamente: avrebbe accostato il mezzo sul margine destro della carreggiata, attivato le quattro frecce e allertato i soccorsi.

A conferma della parziale percorribilità del tratto, le telecamere di videosorveglianza hanno registrato, nei successivi otto minuti, il transito di 145 veicoli che superarono il camion fermo senza difficoltà. Pochi istanti dopo, le stesse immagini documentano l’arrivo dell’autovettura a bordo della quale viaggiavano i coniugi e il tragico impatto.

L’opposizione dei familiari e il suo rigetto

Dopo che la Procura di Catanzaro aveva avanzato richiesta di archiviazione, i familiari delle vittime avevano presentato opposizione, dando avvio a un’ulteriore fase procedimentale. Il gip aveva fissato la prima udienza per il 1° aprile, all’esito della quale ha poi depositato la propria decisione.

Gli argomenti contenuti nell’atto di opposizione — incentrati sulla presunta inadeguatezza delle misure di segnalazione adottate dall’autista e sulla pericolosità della fermata in galleria — non sono stati ritenuti sufficienti dal giudice a “scalfire il quadro probatorio” già acquisito.

Il nodo del triangolo: “Funzione meramente rafforzativa”

Uno dei punti più discussi ha riguardato la mancata collocazione del triangolo di segnalazione. Sul punto il gip è esplicito: “La collocazione del triangolo avrebbe avuto una funzione meramente rafforzativa, non idonea a incidere in modo apprezzabile sulla percepibilità del pericolo”. A rafforzare questa valutazione concorre anche il verbale degli agenti della Polizia Stradale intervenuti sul posto, i quali non elevarono alcuna contestazione amministrativa a carico del conducente.

Secondo il giudice, l’autista “ha posto in essere le condotte immediatamente esigibili in una situazione di emergenza, provvedendo ad attivare i dispositivi luminosi, a posizionare il mezzo quanto più possibile lateralmente e ad attivarsi per segnalare la presenza del veicolo in avaria”. La sintesi del ragionamento giuridico del gip è contenuta nella valutazione finale: il sinistro si sarebbe verificato in presenza di un ostacolo “visibile e superabile”, come dimostrato dal transito indisturbato dei 145 veicoli precedenti. L’opposizione è stata quindi rigettata e il fascicolo archiviato.

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