Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia presieduta Rossella Maiorana, ha accolto l’istanza presentata dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Vincenzo Pasqua, disponendo la revoca degli arresti domiciliari per Cesare Pasqua, imputato nel maxi processo scaturito dall’operazione Maestrale.
La decisione è arrivata all’epilogo del dibattimento in corso nell’aula bunker del palazzo di Giustizia di via D’Agostino, segnando un passaggio rilevante nella posizione dell’ex dirigente sanitario che potrà attendere il verdetto a piede libero senza alcuna misura cautelare.
Chi è Cesare Pasqua e le accuse
Cesare Pasqua, 77 anni, ex direttore del dipartimento Igiene e Prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia, era sottoposto ai domiciliari da quasi tre anni.
Nei suoi confronti la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiesto una condanna a 14 anni di reclusione. Tra le contestazioni, la più grave è quella di concorso esterno in associazione mafiosa.
La linea difensiva e le nuove prove
Le accuse sono state respinte dai difensori, che nel corso delle loro discussioni hanno presentato nuove prove a discarico nel tentativo di smontare l’impianto accusatorio.
Al termine delle loro arringhe, gli avvocati hanno chiesto al Tribunale l’assoluzione con formula piena per il loro assistito.
Processo verso la sentenza
Il dibattimento si è concluso nei giorni scorsi. Si attendono ora le repliche dei pubblici ministeri passaggio finale che precederà la camera di consiglio.
Solo dopo arriverà la sentenza (non prima di luglio) destinata a chiudere il primo capitolo giudiziario del filone ordinario del processo Maestrale.






