Puoi condividerlo o meno, ma un ragionamento ha sempre il suo perchè, quell’ infungibile fascino della parola pensata e poi detta con pacatezza. Il ragionamento resta sempre il principe della comunicazione politica, specie in tempi dove il candidato medio ama far circolare il proprio “pensiero” a bordo della profonda superficialità degli slogan e sulle strade senza uscita dei social.
In questi giorni di ragionamento politico ne stiamo trovando parecchio nella evoluta Castrolibero, che andrà al voto, insieme ad altre 78 municipalità calabresi a fine maggio. Com’è noto, in questa cittadina si è recentemente prodotto uno strappo, per certi versi drammatico, all’interno della storica compagine che- sotto la guida di Orlandino Greco– l’ha governata con profitto per vari lustri. Con la conseguenza che, su tre candidati a sindaco, due fanno parte della giunta comunale ancora in carica, il sindaco facente funzioni, Serra, che abbiamo intervistato ieri e l’assessore, con deleghe peraltro pesanti, Nicoletta Perrotti, personalità da sempre attiva nel contesto pubblico di Castrolibero. Anche con lei è doveroso affrontare i temi legati ad una fase, che per l’importante centro dell’area urbana cosentina, non è solo elettorale, ma se vogliamo anche umana e, forse, pure surreale.
Dottoressa Perrotti, comunque vada, Castrolibero ha perso l’unità di un gruppo dirigente storico, viste le candidature a sindaco sua e quella dell’attuale facente funzioni, Serra. Chi se lo sarebbe mai aspettato?
“Nella vita come in politica gli imprevisti sono all’ordine del giorno, ma l’importante è reagire con forza e determinazione. Infatti, il gruppo politico Rinascita Civica è al governo di questa città da più di vent’ anni e con ottimi risultati, non è “feudo” di nessuno, come qualcuno vuole far credere, se non un territorio espressione di un gruppo dirigente capace e ambizioso che ha a cuore il proprio territorio.
A quindici giorni dalla presentazione delle liste, una parte di questo gruppo – che da tredici anni ne faceva parte – ha deciso di staccarsi, unirsi all’attuale gruppo di opposizione in consiglio comunale, e proporsi con una lista a sé. Il tutto è avvenuto dopo che il gruppo aveva regolarmente fatto tutti i passaggi previsti dalle regole “non scritte” della politica.
Durante la riunione di maggioranza del 6 marzo venne firmato un documento in cui a chiare lettere veniva messo nero su bianco (con tanto di firme) l’intenzione, chiara ed unanime, di partecipare alle elezioni amministrative con Nicoletta Perrotti Sindaca. Un’espressione forte e ripeto: unanime, senza voci di contrasto. Poi, cosa sia accaduto dal 6 marzo al 9 aprile non è dato sapersi; nessuno è riuscito a comprendere né abbiamo avuto spiegazioni dai diretti interessati, per quale motivo una posizione inizialmente condivisa ha subito un cambiamento Tuttavia, ritengo che ragioni e dinamiche interne meritino di essere comprese fino in fondo, sono domande legittime, che non riguardano solo i protagonisti di questa vicenda, ma un’intera comunità che ha diritto alla chiarezza, alla coerenza e alla trasparenza.
Nel vostro precedente articolo l’attuale sindaco ff. – indicato da Orlandino Greco e accettato da tutta la maggioranza – dà una versione dei fatti che non sta in piedi.
Dice Serra che “da tempo, all’interno del gruppo di maggioranza, si percepiva una mancanza di compattezza e di visione condivisa” cosa non vera che si dimostra proprio nel momento in cui Orlandino Greco indica Serra come ff. solo per un discorso di continuità amministrativa, atteso che Serra mai si era misurato con le questioni più squisitamente amministrative del Comune (al netto del servizio di manutenzione).
E’ lo stesso Serra che in una giunta precedente al gruppo di maggioranza del 6 marzo ad “ammettere” che fare il Sindaco non è cosa facile rispetto alle tante questioni tecnico amministrative che riguardano una pubblica amministrazione, specie se in carenza di organico.
Altra falsità quando dice che registrava con attenzione e preoccupazione, il crescente distacco tra l’amministrazione comunale e la comunità e addirittura il mondo associativo.
Ma di quale associazioni parla ? Forse di “Castrolibero nel cuore” di cui i suoi nuovi compagni di viaggio (ieri nostri oppositori) fanno parte?
Di quale comunità parla? Forse della comunità di Cosenza anche perché i nostri rapporti con i cittadini di Castrolibero sono sempre stati ottimi e prioritari rispetto al resto.
In tutta sincerità non mi aspettavo questa azione e con queste modalità. Più che una decisone ponderata sembra un golpe comunale. Rispetto sempre le ambizioni di ciascuno, sempre, e dunque anche la possibilità che Serra potesse farsi una lista per conto suo, ma mai mi sarei aspettata che si consegnasse, di nascosto – tramando alle spalle da mesi – a chi negli anni lo ha sempre contrastato, a chi è stato sempre dall’altra parte rispetto alla nostra azione amministrativa e a chi ha avuto sempre linee politiche distanti dalle nostre. Mi chiedo – in caso di elezione – come farà a tenere insieme tutte queste anime? Mi chiedo, come sposerà progetti e visioni diverse da quelle che ha portato avanti finora? Mi faccio queste domande ma francamente non trovo risposte.”
Lei e Serra siete nello stesso esecutivo, la qual cosa crea anche una anomalia di comunicazione politica. Cosa si possono rimproverare due esponenti della stessa giunta in carica?
“I rapporti istituzionali tra me e Serra non sono cambiati perché prima viene il rispetto verso la comunità e il servizio che portiamo avanti per essa come rappresentanti.
Ecco perché continuo a lavorare portando avanti le deleghe che mi sono state assegnate: Lavori Pubblici, Cultura, PNRR, Personale, Transizione al digitale, centro storico, con lo stesso impegno quotidiano – anche con enti sovra comunali – e la stessa voglia di portare a casa risultati sempre più ambiziosi. Certo l’anomalia c’è guardando dall’esterno, ma non è la sola!
A me stessa sa cosa rimprovero? Di essere stata probabilmente troppo tempo negli uffici ma si sa, in un qualsiasi gruppo sociale, politico o lavorativo c’è sempre una distribuzione di compiti, c’è chi si dedica alle cose più pratiche e chi invece pensa a come realizzarle.
Solo l’ascolto non basta, è necessario anche che ci sia qualcuno che poi tramuti l’idea in progetto. L’ascolto è vuoto se non si concretizza nell’agire quotidiano.
Chi trova i finanziamenti, chi mantiene i rapporti con la Regione, con i ministeri, con le autorità, con i tecnici. Chi fa tutte queste cose rende le speranze della comunità realtà.
Ricordo in questo senso – tra le tante cose fatte – che siamo uno dei pochissimi comuni che in Calabria ha approvato il PSC (e adottato anche la variante), che ha ottenuto molti finanziamenti senza intaccare mai il bilancio comunale, che ha proceduto alla stabilizzazione dei tirocinanti, che ha avviato e quasi concluso una serie di concorsi per l’assunzione di nuovo personale e tanto altro.
Ecco, questi sono risultati tangibili, trasparenti e concreti.”
Tra i due litiganti il terzo può godere?
“In questa campagna elettorale è fondamentale comprendere chi riuscirà a mantenere coerenza e onestà intellettuale nel dibattito pubblico. Parliamo di Villella, ragazzo sicuramente preparato che, appena tre anni fa, si è candidato con convinzione all’interno di Rinascita Civica, condividendone visione, progetti e prospettive per il territorio.
È quindi legittimo interrogarsi sull’attuale impostazione: più che un confronto nel merito delle idee, sembra emergere una contrapposizione pregiudiziale, quasi una guerra portata avanti a prescindere, contro quelle stesse linee progettuali che in passato sono state sostenute e promosse. Una dinamica che rischia di confondere i cittadini e svuotare il dibattito politico di credibilità.
Allo stesso modo, non regge la narrazione di Castrolibero come semplice “dormitorio”.
Castrolibero è una realtà viva, con un tessuto sociale attivo, servizi in crescita e una comunità che negli anni ha dimostrato capacità di iniziativa e partecipazione. Ridurla a una definizione così limitante significa ignorare il lavoro fatto, le energie presenti e le potenzialità ancora da sviluppare.
Piuttosto che etichette superficiali, servirebbe un confronto serio su come valorizzare ulteriormente il territorio, rafforzandone identità e prospettive di sviluppo.”
Lei è stata una protagonista della vita cittadina in vari lustri, cosa manca a Castrolibero?
“Chi mi conosce bene sa della mia grande onestà intellettuale e quindi le rispondo che quello che manca a Castrolibero l’ho scritto nel programma che ho proposto agli elettori, che riprende il programma di Rinascita Civica del 2023 (che vedeva Orlandino Greco Sindaco), peraltro sottoscritto sia da Serra che da Villella. Ricordiamo che quello è un programma in divenire perché ancora non completato, visto l’elezione in consiglio regionale di Orlandino Greco che ci ha costretto a rivedere tutto l’impianto organizzativo della giunta.
È necessario, quindi, portare avanti i nostri progetti come il potenziamento dei servizi a domanda individuale; il potenziamento dei processi di digitalizzazione della macchina amministrativa anche attraverso le opportunità create dall’intelligenza artificiale, che rappresenta oggi una leva strategica per innovare profondamente i servizi pubblici; il decoro urbano e tutto ciò che un buon amministratore deve garantire per il benessere della propria comunità, abbiamo inserito dei progetti importanti. Tra i quali ad esempio, primo tra tutti un parco commerciale naturale che si svilupperà sul nostro Lungofiume, che è già stato immaginato e disegnato, con un iter quasi concluso e che connetterà la città dal punto di vista urbanistico con Cosenza e Rende, ma soprattutto con la contrada Ortomatera di Castrolibero. Quindi il nostro Lungofiume come sviluppo del territorio e Castrolibero sarà il primo comune a sviluppare i “contratti di fiume” sul Campagnano. È in progetto un percorso naturale, una passeggiata rivolta a famiglie e bambini e al centro la nuova sede comunale.
Particolare attenzione è rivolta al ruolo di consolidamento di Castrolibero nell’area urbana con le Serre Cosentine, valorizzando la direttrice della strada dei Bruzi verso il Tirreno non come alternativa alla SS107, ma come opportunità di sviluppo per i Comuni e per l’intera Provincia.
Altro progetto fondamentale è la Casa funeraria comunale, uno spazio dignitoso, rispettoso di tutte le culture e convinzioni, e accessibile dedicato al commiato e pensato per sostenere le famiglie nel momento del dolore.
Naturalmente tutto questo potrà avvenire solo attraverso un impegno costante, rapporti istituzionali sovra comunali e competenza. Ripeto, solo l’ascolto non basta. Serve concretizzare le aspettative dei cittadini.”






