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2 Maggio 2026
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Crotone tra urne e “Teorema”: Enzo Voce sfida l’incertezza e rilancia la corsa alla fascia tricolore

Il sindaco uscente punta su risultati, bonifica e università: "Niente processi mediatici, la città giudichi i fatti"

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Il clima che si vive a Crotone non è propriamente elettorale, come nel resto delle tante piccole grandi municipalità calabresi che andranno al voto a fine maggio.
Nel capoluogo pitagorico, l’opinione pubblica attende due esiti, quello dell’inchiesta giudiziaria “Teorema” e, ovviamente, quello delle comunali. Una situazione nuova, appunto, di cui l’attuale sindaco, Enzo Voce, candidato a succedere a se stesso, sembra pienamente consapevole. Ma ciò non ne scalfisce l’intendimento di proseguire la sua avventura di primo cittadino.

Sindaco, che tipo di campagna elettorale si aspetta? L’impressione è che la scena pubblica di Crotone sia ancora fortemente condizionata dall’inchiesta “Teorema”: quanto peserà davvero in questa fase?

“La campagna elettorale che si apre a Crotone si inserisce in un contesto che richiede equilibrio, rispetto e senso di responsabilità da parte di tutti. Le vicende giudiziarie sono un elemento che non possiamo e non abbiamo voluto ignorare e che meritano di essere affrontate con la massima serietà, ma senza trasformare il dibattito pubblico in un processo permanente o in uno spazio di strumentalizzazione politica. Su questo voglio essere molto chiaro senza ambiguità: chi sbaglia deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Proprio per questo è importante riportare il confronto sul terreno che compete alla politica e all’amministrazione: i fatti e i risultati. In questi anni abbiamo realizzato interventi concreti e visibili in tanti settori della città, dalla riqualificazione urbana alle opere pubbliche, dal rafforzamento dei servizi alla capacità di intercettare risorse e avviare progettualità che guardano al futuro di Crotone. Sono risultati che i cittadini possono vedere e toccare con mano, frutto di un lavoro costante e di una direzione amministrativa chiara.
Ed è proprio su questo che chiediamo di essere giudicati: sulla serietà dell’azione amministrativa, sulla capacità di creare occasioni di crescita e di mantenere un impegno continuo verso la città e i suoi bisogni reali. Da qui si riparte, con ancora più convinzione. Crotone ha davanti a sé una fase decisiva e l’obiettivo non è solo proseguire quanto avviato, ma rafforzare il percorso di crescita della città, rendendola sempre più moderna, attrattiva e coesa. Vogliamo continuare a lavorare con determinazione, puntando su sviluppo, qualità della vita e opportunità per i cittadini, con una visione positiva e di lungo periodo che guardi davvero al futuro della comunità”.

Nelle scorse elezioni lei ha vinto interpretando un diffuso desiderio di rivoluzione civica. Ritiene che l’ampio appoggio del centrodestra abbia in parte attenuato quella sua originaria identità civica?

“Il sostegno del centrodestra non ha attenuato lo spirito civico con cui siamo partiti, ma si propone di contribuire a dare ulteriore stabilità all’azione amministrativa. L’impostazione resta quella originaria: mettere al centro i bisogni della città e tradurli in risultati, indipendentemente dalle appartenenze politiche. In questo quadro il rapporto con il governo regionale è stato ed è un elemento decisivo, perché ha permesso di costruire una collaborazione istituzionale solida e continuativa, orientata esclusivamente allo sviluppo del territorio. Questo ha consentito di sbloccare e accelerare una serie di interventi strategici per Crotone, a partire dall’Università, che rappresenta uno dei risultati più significativi e qualificanti di questa fase amministrativa. Non si tratta solo di un’infrastruttura formativa, ma di un investimento sul futuro della città, sulla sua capacità di trattenere giovani, attrarre competenze e generare nuove opportunità di crescita culturale ed economica. Accanto a questo, la sinergia con la Regione ha permesso di portare avanti altri progetti rilevanti: interventi sulle infrastrutture, il rafforzamento di servizi essenziali, la programmazione di opere pubbliche attese da anni e l’attivazione di risorse che altrimenti sarebbero rimaste inespresse. È un lavoro che incide profondamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla prospettiva di sviluppo della città. Il punto centrale è proprio questo: quando le istituzioni riescono a lavorare in modo coordinato e pragmatico, senza rigidità ideologiche e con l’obiettivo condiviso del bene comune, i risultati arrivano in modo più rapido e più efficace. Ed è questa la direzione che intendiamo non solo proseguire, ma rafforzare ulteriormente nei prossimi anni, perché Crotone ha bisogno di continuità amministrativa, visione e capacità di fare sistema per affrontare le sfide che ha davanti”.

La bonifica rimane il nodo principale di una città, che pur essendo capoluogo pesa ancora poco sui tavoli governativi. Come se ne esce?

Se mi viene posta in questi termini la domanda, è bene partire da un dato di realtà che spesso viene trascurato nel dibattito: sulla bonifica non siamo più nella fase delle promesse o delle dichiarazioni di intenti. Chi ha seguito il lavoro dell’amministrazione sa che il sindaco Voce, nelle conferenze dei servizi e in tutti i contesti istituzionali competenti, ha mantenuto una posizione costante, determinata e documentata, portando avanti un confronto continuo con tutti i soggetti coinvolti. Va anche chiarito un punto che per anni ha alimentato sfiducia e frustrazione nella comunità: la bonifica non è più ferma, ma è finalmente entrata nella fase operativa. Questo cambia radicalmente il quadro rispetto al passato, perché significa che si è passati da una discussione teorica a un percorso concreto, che richiede ora vigilanza quotidiana, capacità di controllo e una forte presenza istituzionale per evitare rallentamenti o deviazioni. Su questo fronte il rapporto con Eni è stato ed è improntato alla massima fermezza. Non c’è mai stata alcuna atteggiamento attendista o rinunciatario: al contrario, quando necessario abbiamo assunto posizioni nette, anche conflittuali, perché il punto non è la forma del dialogo, ma il risultato per la città. I cosiddetti “pugni sul tavolo” non sono uno slogan, ma la sintesi di un metodo: difendere gli interessi del territorio con determinazione in ogni sede, senza subalternità e senza ambiguità. E questo vale non solo per la bonifica, ma anche per altri dossier strategici nei quali si è reso necessario riaffermare con forza le ragioni di Crotone. Dentro questo percorso si inserisce anche un risultato che ha un valore politico e amministrativo rilevante, un passaggio fondamentale che ha fatto giurisprudenza: ottenere tutto quanto spettava per l’IMU dovuto dall’Eni per le piattaforme. Si tratta di una vittoria per la città che ha segnato un precedente importante, perché ha consentito di affermare un principio chiaro di giustizia territoriale e di riequilibrio nei rapporti tra Crotone e l’Eni. Ottenere tutto quanto spettava alla città non è solo una misura economica, ma un atto che rafforza la capacità di Crotone di far valere i propri diritti e di non essere più un territorio marginale nelle decisioni che la riguardano. Il punto centrale, quindi, è questo: Crotone non è più spettatrice passiva di processi calati dall’alto, ma sta progressivamente assumendo un ruolo attivo e determinato. La bonifica è il simbolo più evidente di questa svolta, ma non è l’unico. La sfida che abbiamo davanti è consolidare questo approccio, rendere irreversibile il percorso avviato e continuare a rafforzare la presenza della città nei tavoli ministeriali, con una voce autorevole, riconosciuta e capace di incidere davvero sulle decisioni strategiche per il territorio”.

Quali sono i punti più qualificanti del suo programma per il prossimo quinquennio?

“I punti più qualificanti del programma per il prossimo quinquennio partono da una scelta di fondo molto chiara: consolidare quanto già avviato e dare continuità a un percorso di crescita che in questi anni ha già prodotto risultati concreti. Il primo asse riguarda la bonifica e la rigenerazione ambientale. È una partita decisiva per il futuro di Crotone, non solo sul piano della sicurezza e della salute, ma anche per le prospettive di sviluppo. L’obiettivo è continuare a seguire da vicino ogni fase del processo, garantendo controllo istituzionale e pretendendo tempi e risultati certi, perché da questo dipende la possibilità di restituire pienamente aree importanti alla città. Il secondo punto è l’Università e la formazione. L’arrivo dell’Università a Crotone rappresenta una svolta storica e deve diventare un vero motore di crescita culturale, sociale ed economica. Nei prossimi anni il lavoro sarà quello di rafforzare l’offerta formativa, integrare il sistema universitario con il tessuto produttivo e rendere Crotone una città sempre più attrattiva per i giovani. Un terzo asse fondamentale riguarda lo sviluppo infrastrutturale e urbano. Continueremo a investire sulla riqualificazione della città, sulla mobilità, sulle opere pubbliche e sulla rigenerazione dei quartieri, con l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini e rendere Crotone più moderna e funzionale. Accanto a questo c’è il tema dello sviluppo economico e del lavoro. La priorità è creare condizioni favorevoli per attrarre investimenti, sostenere le imprese esistenti e valorizzare le potenzialità del territorio, a partire dal turismo, dal porto e dalle energie rinnovabili. Crotone deve diventare una città capace di generare opportunità e non solo di inseguirle. Infine, c’è il tema della coesione sociale e dei servizi ai cittadini. Welfare, attenzione alle fragilità e qualità dei servizi pubblici restano al centro dell’azione amministrativa, perché lo sviluppo non ha senso se non migliora la vita delle persone. La visione è questa: una città che non subisce più le trasformazioni, ma le governa; una città che rafforza il proprio ruolo nei tavoli istituzionali e che costruisce, passo dopo passo, un futuro più solido, più giusto e più credibile per le nuove generazioni”.

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