La guerra in Iran presenta il conto agli italiani. Secondo il Codacons, l’impatto complessivo dei rincari sfiora i 1.000 euro annui per famiglia, con un aumento medio stimato in 926 euro a parità di consumi. Dalla benzina alle bollette, passando per spesa alimentare e trasporti, la crisi internazionale si traduce in un vero e proprio effetto domino sui prezzi.
Carburanti e accise: pieno sempre più caro
La riduzione del taglio delle accise sui carburanti, entrata in vigore il 2 maggio, ha avuto effetti immediati. Il prezzo della benzina è aumentato rapidamente, con un rincaro di circa 9,8 centesimi al litro in un solo giorno. Rispetto al 30 aprile, l’incremento complessivo sfiora i 15 centesimi, portando il prezzo medio da 1,746 a 1,890 euro al litro. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, fare il pieno costa oggi circa 4,9 euro in più, un peso ulteriore per chi rientra dal ponte del Primo Maggio. Diversa la situazione del gasolio, che resta sostanzialmente stabile attorno ai 2,047 euro al litro.
Bollette e trasporti: aumenti a raffica
L’impatto della crisi si riflette anche sulle bollette energetiche. Il gas registra un aumento del 13%, mentre i combustibili liquidi segnano un balzo del +38,4% in soli due mesi. Sul fronte dei trasporti, i voli internazionali aumentano del 18,2%, i traghetti del 6% e il noleggio di mezzi dell’8,8%. Numeri che confermano come la tensione geopolitica stia incidendo pesantemente sulla mobilità e sul turismo.
Spesa alimentare: rincari anche su frutta e verdura
Non si salvano nemmeno i carrelli degli italiani. I rincari colpiscono anche la spesa alimentare, con aumenti significativi su prodotti di largo consumo. Frutti come mirtilli, lamponi e ribes registrano un +16,1%, mentre i legumi salgono del 9,9%. Gli ortaggi – tra cui peperoni, melanzane e zucchine – aumentano dell’8,6%, e la frutta fresca segna rincari tra il 7,5% e il 7,8%. Secondo il Codacons, la causa principale è il costo dei trasporti, legato all’aumento dei carburanti, che incide direttamente sui prezzi al dettaglio.
Effetto domino: famiglie sotto pressione
Il quadro che emerge è quello di una stangata generalizzata, dove ogni settore contribuisce ad aumentare il peso economico sulle famiglie. Dalla crisi energetica alla logistica, passando per i beni di prima necessità, il conto della guerra in Iran si traduce in un aumento concreto del costo della vita. E mentre i prezzi continuano a salire, la sensazione è che il peggio potrebbe non essere ancora alle spalle.







