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2 Maggio 2026
2 Maggio 2026
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Taglio del cuneo fiscale in bilico, errori nella CU possono bloccare il bonus: cosa controllare

Alcune Certificazioni Uniche risultano compilate in modo errato, con possibili effetti sulla dichiarazione dei redditi precompilata e sullo sconto fiscale

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Un errore nella compilazione della Certificazione Unica 2026 potrebbe avere conseguenze dirette sul taglio del cuneo fiscale e sul relativo sconto Irpef fino a circa 1.000 euro annui. A essere interessati sono potenzialmente lavoratori dipendenti e pensionati, con il rischio concreto di perdere il beneficio fiscale pur avendone diritto.

Il problema nasce dal fatto che la CU rappresenta la base della dichiarazione dei redditi precompilata. Eventuali inesattezze nei dati trasmessi dai datori di lavoro possono quindi alterare il calcolo finale dell’imposta dovuta o dei bonus spettanti.

CU e taglio del cuneo fiscale: come funziona il meccanismo

Il taglio del cuneo fiscale introdotto con la legge di bilancio 2025 prevede un beneficio economico che varia in base al reddito complessivo del contribuente. Per i redditi fino a 20mila euro si applica una somma aggiuntiva in busta paga, mentre tra i 20mila e i 32mila euro il vantaggio assume la forma di una detrazione fiscale. Il beneficio si riduce progressivamente fino ad azzerarsi oltre i 40mila euro.

La casella 718 sotto osservazione

Al centro delle criticità segnalate c’è la casella 718 della Certificazione Unica, che indica se una determinata somma concorre o meno alla formazione del reddito ai fini del calcolo del bonus. Il codice corretto è determinante: il valore “1” indica inclusione nel reddito, mentre il valore “2” ne esclude la componente. Errori in questa sezione possono alterare il diritto allo sconto fiscale.

Secondo le segnalazioni degli addetti ai lavori, alcune anomalie sarebbero già state riscontrate in particolare nelle CU trasmesse dall’Inps e da diversi datori di lavoro, con il rischio di esclusioni indebite dal beneficio.

Errori e correzioni: cosa fare

Per verificare la correttezza della propria posizione, è consigliato controllare attentamente la Certificazione Unica o rivolgersi a un Caf o a un consulente fiscale. Tuttavia, anche in presenza di errori, la correzione non è automatica: solo il datore di lavoro può emettere una nuova CU rettificata, con possibili sanzioni in caso di modifica tardiva.

Per questo motivo si discute anche di una possibile revisione del sistema sanzionatorio, che potrebbe disincentivare le correzioni da parte dei datori di lavoro.

Chi rischia di più

Le anomalie non riguardano un’unica categoria, ma alcuni comparti risultano più esposti. Tra questi figurano i lavoratori con contratti discontinui, il settore edile, i lavoratori interinali e alcune categorie particolari come il personale legato all’amministrazione penitenziaria.

In questi casi, eventuali errori nella CU possono tradursi direttamente in una riduzione o perdita del beneficio fiscale.

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