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4 Maggio 2026
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Dopo il caso dei cani avvelenati, a Catanzaro arriva “Asso”: nuovo inizio per la pet therapy

L’iniziativa coinvolge Legambiente Calabria ed Enci, con l’obiettivo di garantire la continuità delle attività di supporto a bambini e persone fragili

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Un cucciolo di golden retriever di nome “Asso”, proveniente da un allevamento toscano, è stato consegnato questa mattina all’associazione Equipariamo Natural Therapy guidata da Aldo Tassoni. Il cane rappresenta il nuovo inizio per le attività di pet therapy dopo il grave episodio di avvelenamento che aveva colpito quattro cani dell’associazione.

L’iniziativa è nata grazie alla collaborazione tra Legambiente Calabria, guidata da Anna Parretta, e l’ENCI – Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, che ha individuato il cucciolo più idoneo al percorso terapeutico.

La catena di solidarietà

La presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, ha spiegato come la risposta all’episodio di crudeltà non sia stata solo emotiva, ma anche concreta, trasformandosi in un gesto di sostegno operativo all’associazione. L’avvelenamento dei cani da pet therapy aveva colpito profondamente la comunità locale, generando una rete di solidarietà tra associazioni, cittadini e realtà del territorio.

Il ruolo dell’associazione Equipariamo

Il responsabile dell’associazione, Aldo Tassoni, ha ricordato il valore dei cani scomparsi, sottolineando come fossero parte integrante del lavoro quotidiano con bambini e famiglie. Nonostante il trauma subito, le attività non si sono mai fermate del tutto, grazie anche al sostegno ricevuto. L’arrivo di “Asso” viene descritto come una vera e propria ripartenza, con l’obiettivo di proseguire i percorsi di pet therapy dedicati a persone con fragilità e bisogni speciali.

Il contributo dell’Enci

Il presidente nazionale dell’Enci, Dino Muto, ha evidenziato l’importanza del progetto come risposta concreta a un episodio che ha colpito non solo l’associazione, ma l’intero mondo della cinofilia. Anche la consulente e addestratrice Serena Donnini ha sottolineato il lavoro svolto sul cucciolo, selezionato e socializzato per essere idoneo ai contesti della terapia assistita, grazie alle caratteristiche naturali del golden retriever e a un percorso formativo mirato.

Il caso dei cani avvelenati

Sul fondo resta l’episodio che ha dato origine all’iniziativa: l’avvelenamento di quattro cani da pet therapy, considerato un atto deliberato e grave. Le associazioni chiedono ora maggiore attenzione sul territorio, controlli più stringenti e strumenti di prevenzione per evitare il ripetersi di simili episodi.

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