Un ritorno di fiamma che rischia di incenerire il tessuto economico vibonese. Dopo il silenzio degli anni scorsi “ritornano” prepotenti le intimidazioni ai danni di quegli imprenditori che producono ricchezza legale e posti di lavoro per la provincia di Vibo Valentia che stava riprendendo fiato dopo anni di sottomissione alla criminalità organizzata. Non dimentichiamoci mai che il territorio vibonese è agli ultimi posti per reddito procapite, disoccupazione e qualità della vita. La notte scorsa sono ritornati in scena gli ambasciatori del crimine organizzato. Ancora una volta si è fatto sentire, con il suo carico di paura, il crepitio dei colpi d’arma da fuoco alla cieca nei confronti di alcune aziende di successo dell’area industriale di Vibo Valentia, località Aeroporto.
Nel mirino anche la Metal Sud
A finire nel mirino del racket, tra le altre aziende, anche la Metal Sud del gruppo capitanato da Domenico Arena, uno degli imprenditori più noti della provincia di Vibo Valentia, già presidente di Confindustria, che abbiamo sentito al telefono deciso a denunciare ogni tipo di sopruso. “Quanto accaduto a me – spiega Domenico Arena – e ad alcuni miei colleghi ha dell’assurdo. Mai vista una cosa simile. Solitamente i malintenzionati entravano in azione a notte fonda. Adesso hanno sparato, incuranti di quello che poteva accadere, alle 21,30. Quando alcuni miei colleghi erano ancora con le luci accese a lavorare negli uffici delle loro aziende. È un fatto grave. Sparare alla cieca e colpire in contemporanea più aziende. Non capisco cosa possono chiederci sapendo che ognuno di noi va a denunciare ogni tipo di violenza. Si smetta, una volta per tutte, ad “assaltare” a colpi di fucile le aziende sane. Noi non abbiamo nessun timore di rivolgerci alle forze dell’ordine. La protezione la chiediamo allo Stato. I colpi di fucile potevano fare breccia nel passato. Adesso la nostra serenità a continuare ad operare in Calabria ci viene direttamente da magistrati, polizia, carabinieri e finanzieri che sono i nostri angeli custodi. È stato un vero assalto quanto accaduto la notte scorsa. Siamo un po’ scossi ma siamo decisi ad andare avanti. Non sono questi colpi d’arma da fuoco a fermare le nostre attività che creano ricchezza e posti di lavoro. Questa volta siamo decisi a reagire. La testa non l’abbassiamo più”.
Una ferita alla libertà economica
Le intimidazioni verso gli imprenditori rappresentano una grave violazione della libertà economica e personale, spesso finalizzate a ottenere profitti ingiusti o a distorcere la libera concorrenza. Questi comportamenti, che possono manifestarsi come minacce psicologiche o violenze fisiche, vanno fermate al più presto. La sventagliata di colpi di arma da fuoco ha colpito una delle aziende simbolo della provincia di Vibo Valentia. Ben sei i colpi d’arma da fuoco che hanno attinto uno dei mezzi parcheggiati all’interno dell’importante stabilimento industriale guidato da Domenico Arena.
“Andremo avanti confidando nello Stato”
“Dobbiamo andare avanti – aggiunge Arena – per il bene dei nostri dipendenti. Da noi dipende il futuro di centinaia di persone. Come in passato andremo avanti confidando nella vicinanza dello Stato. E’ lo Stato che deve tutelarci da ogni pericolo. Sicuramente si farà luce su questo episodio che getta nella paura un intero territorio“.







