Le rassicurazioni che arrivano dal palazzo non bastano più. Dopo aver analizzato la nota trasmessa dal governatore Roberto Occhiuto al sindaco di Cariati, il movimento-gruppo consiliare di opposizione “Le Lampare BJC” ha deciso di rompere gli indugi, definendo senza mezzi termini il documento come “insufficiente e poco chiaro”. Non si tratta solo di una critica politica, ma di un grido d’allarme per un diritto alla salute che sembra scivolare via tra le maglie della burocrazia.
Un cronoprogramma ritenuto offensivo per il territorio
Secondo gli attivisti, i tempi dettati dalla Regione sono distanti anni luce dalle necessità reali di chi vive a Cariati e nei paesi limitrofi.
Sebbene la nota prometta l’avvio di alcuni servizi a luglio, il bersaglio della critica resta la gestione complessiva: “Prendiamo atto che il documento arrivato contiene refusi che ci auguriamo siano errori materiali”, dichiarano dall’associazione, sottolineando come la superficialità formale sia lo specchio di una gestione sostanziale poco attenta.
Il punto più dolente resta quello delle sale operatorie, previste solo per il settembre 2026: “Vogliamo vedere l’ospedale funzionare in tutte le sue funzioni, non possiamo aspettare anni per ciò che ci spetta”.
Il sospetto del favore ai privati e il declino del pubblico
Per le “Lampare”, il depotenziamento della struttura pubblica nasconde un rischio sistemico che va combattuto con ogni mezzo. “Ogni volta che un servizio pubblico non funziona si dà spazio ad altri e la salute non deve funzionare così”, denunciano con forza, puntando il dito contro una politica che sembra aver abdicato al proprio ruolo di garante del benessere collettivo.
La richiesta al sindaco Minò è netta e non ammette repliche: bisogna pretendere chiarezza per ottenere finalmente “una sanità pubblica presente, organizzata e dignitosa”, ponendo fine a quella che appare come una sistematica demolizione del presidio locale.
Un’estate senza garanzie per la salute dei cittadini
Con l’arrivo della stagione calda, la mancanza di un presidio pienamente operativo diventa una minaccia concreta. “Siamo alle porte di una nuova estate e siamo ancora senza una sanità adeguata”, lamentano gli attivisti, evidenziando come le promesse di reclutamento di personale attraverso lo scorrimento delle graduatorie siano, ad oggi, solo parole su carta intestata. L’associazione non intende arretrare di un millimetro: “Vogliamo vedere i cittadini tornare ad avere fiducia nel presidio sanitario del proprio territorio”. Per farlo, servono fatti, reparti aperti e medici in corsia, non una lettera carica di burocratese.







