Svolta decisiva nell’udienza preliminare riguardante la gestione illecita della sanità siciliana. Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana, ha formalizzato la richiesta di patteggiamento a tre anni di reclusione per l’accusa di corruzione. La proposta ha già incassato il parere favorevole dei magistrati della Procura di Palermo, titolari dell’inchiesta che verte su presunte irregolarità nelle nomine dei vertici sanitari e sulla manipolazione di bandi concorsuali presso l’ospedale Villa Sofia. Come previsto dalla normativa vigente, l’accoglimento definitivo del patteggiamento da parte del giudice per l’udienza preliminare sarà subordinato al risarcimento del danno, passaggio essenziale per definire la posizione giuridica dell’imputato prima che si proceda oltre con il rinvio a giudizio degli altri soggetti coinvolti.
La scelta del rito abbreviato per il cosentino Ferdinando Aiello
Parallelamente alla posizione di Cuffaro, si delinea il percorso giudiziario di Ferdinando Aiello. L’ex consigliere regionale calabrese, attraverso il proprio collegio difensivo, ha optato per il rito abbreviato, scelta che permetterà all’imputato di essere giudicato sulla base degli atti d’indagine attualmente contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, beneficiando dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna. La decisione in merito alla richiesta di Aiello è attesa per il prossimo 15 maggio, data in cui la gup Ermelina Marfia scioglierà la riserva, definendo così il perimetro processuale per l’esponente politico cosentino, accusato in questo filone di traffico di influenze illecite.
Un sistema di corruzione tra concorsi pubblici e appalti d’oro
Il quadro accusatorio delineato dalla Procura di Palermo descrive una rete complessa finalizzata al controllo della spesa pubblica sanitaria. Oltre all’ex governatore, l’inchiesta coinvolge figure apicali come Roberto Colletti, già direttore generale dell’ospedale Villa Sofia-Cervello, il primario del Trauma Center Antonio Iacono e Vito Raso, storico collaboratore di Cuffaro. L’azienda ospedaliera, ritenendosi parte lesa dalle presunte condotte illecite volte a pilotare la stabilizzazione di quindici operatori socio-sanitari, ha già formalizzato la propria costituzione di parte civile. Il secondo ramo dell’indagine riguarda invece un appalto indetto dall’Asp di Siracusa, nel quale figurano i vertici della società Dussman e l’imprenditore Sergio Mazzola. Per tutti i soggetti che non hanno scelto riti alternativi, la Procura ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio, sulla quale il giudice dovrà esprimersi nelle prossime settimane.







