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8 Maggio 2026
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Aeroporto di Lamezia, il caso dei parcheggi approda in Regione. Alecci “Perché Sacal rinuncia a milioni di euro?”

Un'interrogazione accende i riflettori sulla scelta della società di esternalizzare la gestione delle soste a un privato lombardo. Al centro della polemica un contratto ventennale che comporterebbe un mancato guadagno di circa 15 milioni per le casse pubbliche.

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La gestione dei parcheggi presso l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme diventa un caso politico e contabile di primo piano. Al centro della vicenda si colloca la Sacal, società a partecipazione pubblica controllata dalla Regione Calabria, che ha recentemente deciso di affidare all’esterno un servizio storicamente caratterizzato da margini di profitto elevati e stabili. Il consigliere regionale Ernesto Alecci ha sollevato forti perplessità sulla congruità economica dell’operazione, evidenziando come l’infrastruttura aeroportuale stia cedendo una delle sue rendite più sicure. “Ho presentato una interrogazione in Consiglio Regionale per fare chiarezza su una vicenda che non mi convince fino in fondo. Mi riferisco alla cessione da parte di Sacal (società di proprietà pubblica gestita come socio di maggioranza dalla Regione Calabria) della gestione dei parcheggi dell’aeroporto di Lamezia Terme” ha dichiarato l’esponente politico, aprendo ufficialmente il dibattito nelle sedi istituzionali.

Analisi dei costi e dei ricavi di un’attività automatizzata

Il nodo della questione risiede nella redditività del servizio di sosta, che negli ultimi esercizi ha generato volumi d’affari consistenti a fronte di costi di gestione estremamente contenuti. I dati riportati indicano incassi annui prossimi ai 3 milioni di euro, derivanti da un sistema quasi interamente automatizzato che richiede un impiego minimo di personale. Alecci ha puntualizzato che “Questa attività negli ultimi anni aveva fruttato incassi per quasi 3 milioni di euro all’anno. Un’attività, dunque, molto proficua che veniva gestita con pochi addetti essendo quasi interamente automatizzata. Considerando le spese relative ai compensi degli addetti, all’energia elettrica e qualche altra spesa accessoria, di fatto i ricavi annuali derivanti dalle soste all’interno dei parcheggi dell’aeroporto erano di circa 2 milioni e mezzo di euro”. Di fronte a queste cifre, la scelta di delegare la gestione operativa solleva interrogativi sulla logica industriale seguita dal management della società.

Le clausole del contratto ventennale con il socio privato

L’esternalizzazione è avvenuta su proposta di una società privata con sede in Lombardia, portando alla sottoscrizione di un accordo a lungo termine che vincolerà lo scalo per i prossimi quattro lustri. Secondo i termini dell’intesa, Sacal riceverà un canone annuo fisso sensibilmente inferiore ai guadagni attuali, nonostante le clausole prevedano impegni di investimento da parte del concessionario. Alecci ha analizzato nel dettaglio i termini dell’accordo sottolineando che “Sacal, su impulso di una società privata con sede in Lombardia, ha deciso di esternalizzare l’attività di gestione dei parcheggi, “accontentandosi” di un canone annuo di 1 milione e mezzo di euro e sottoscrivendo un contratto della durata di 20 anni. Per completezza di informazioni, occorre riportare anche che nel contratto è previsto un investimento di questa società di circa 300 mila euro all’anno in manutenzione e allargamento dei parcheggi ma, anche considerando queste cifre, Sacal per i primi venti anni avrà un mancato guadagno stimato in circa 15 milioni di euro”.

Interrogativi sulle motivazioni strategiche della Regione

L’azione ispettiva mira a comprendere se esistano ragioni tecniche o finanziarie non ancora emerse che possano giustificare una rinuncia così onerosa per il socio pubblico. Il paradosso evidenziato risiede nel contrasto tra questa dismissione di profitti e i piani di espansione dei voli e delle infrastrutture spesso declamati dai vertici regionali. Il consigliere ha concluso ribadendo la necessità di trasparenza totale sulla manovra con queste parole: “Sono cifre importanti, a cui Sacal, e quindi la Regione Calabria, ha deciso di rinunciare in maniera pressoché incomprensibile. La mia interrogazione ha, dunque, proprio l’obiettivo di chiarire quali siano state le motivazioni strategiche alla base di questa scelta, esternalizzando un’attività che gestita internamente avrebbe fruttato incassi considerevoli, anche alla luce della volontà di investire ulteriormente nello sviluppo del trasporto aereo, più volte annunciata dal Presidente Occhiuto. E provare a capire chi, in questa vicenda, ci ha guadagnato veramente e chi ci ha perso…”.

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