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8 Maggio 2026
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Inchiesta Millennium, crollano le accuse per Matteo Costanza: il gup decide per il proscioglimento

Cade l’ipotesi di narcotraffico internazionale per il 52 residente in Spagna: "Non luogo a procedere" per insufficienza di prove

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Si chiude definitivamente, ancor prima di approdare al dibattimento, la parentesi giudiziaria di Matteo Costanza nell’ambito della maxi operazione antimafia denominata “Millennium”.
Il gup del Tribunale di Reggio Calabria, a conclusione dell’udienza preliminare tenutasi giovedì 7 maggio, ha emesso una sentenza di non luogo a procedere, dichiarando l’insussistenza degli elementi necessari per un rinvio a giudizio.

Dalle manette in Spagna al ritorno in libertà

Il percorso giudiziario di Costanza, 52enne originario del Barese ma stabilmente residente in territorio spagnolo, era iniziato in modo clamoroso nel maggio 2025. In quel periodo, l’uomo era stato arrestato proprio in Spagna in esecuzione di un mandato legato all’inchiesta della Dda reggina.
Dopo essere stato estradato in Italia nel luglio 2025, Costanza era stato indicato dagli investigatori come una figura centrale, un presunto “broker” del traffico di droga internazionale che avrebbe agito per conto della cosca Barbaro di Platì.

Il ribaltamento della Cassazione e la scarcerazione

Nonostante la gravità delle accuse iniziali, la solidità dell’impianto accusatorio era già stata messa in discussione durante le fasi cautelari.
Nel febbraio scorso, la Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso dei legali della difesa, annullando con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare e sollevando forti dubbi sulla consistenza degli indizi raccolti. Questo passaggio era stato decisivo: lo scorso 15 aprile, l’annullamento della misura restrittiva per carenza di gravi indizi di colpevolezza aveva spalancato le porte del carcere all’indagato.

La parola fine del gup

L’udienza camerale di ieri ha rappresentato l’atto finale di questa vicenda. Il giudice per l’udienza preliminare ha sancito che non vi sono i presupposti per proseguire con il rito ordinario, accogliendo di fatto la tesi della difesa sulla mancanza di prove concrete che legassero Costanza alle attività illecite della criminalità organizzata.
Con questa sentenza di proscioglimento, l’uomo esce definitivamente di scena dall’inchiesta che aveva scosso i vertici del narcotraffico nella Locride.

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