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8 Maggio 2026
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Antimafia all’Unical, il monito di Curcio e Borrelli contro l’indifferenza complice: “Le mafie si nutrono del nostro disimpegno sociale

I procuratori di Reggio e Catanzaro incontrano i giovani: "La legalità è l'unica condizione per lo sviluppo del Mezzogiorno"

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Rende diventa il fulcro del dibattito sulla giustizia in occasione del XV ciclo seminariale di Pedagogia dell’Antimafia presso l’Università della Calabria.
Salvatore Curcio, procuratore di Catanzaro, ha chiarito che ogni trasformazione sociale deve nascere necessariamente da una rivoluzione culturale e da un cambio di mentalità radicale.
Secondo il magistrato, il potere criminale non è un’entità astratta e invincibile, ma un fenomeno che prospera grazie a fattori comportamentali specifici: “Le mafie si nutrono della nostra indifferenza, della nostra ingenuità e del disimpegno sociale”.

Il richiamo alla responsabilità individuale

Nel corso dell’incontro intitolato “Giustizia e responsabilità: lo Stato contro le mafie”, Curcio ha introdotto il concetto critico di “fuga immobile” per descrivere il comportamento di chi sceglie di non agire. L’apatia dei cittadini, secondo il procuratore, smette di essere un atteggiamento neutro per diventare “immorale” nel momento in cui si traduce in un venir meno ai propri doveri civici fondamentali. Per questo motivo, è stato lanciato un appello per un risveglio delle coscienze collettive che possa arginare il radicamento delle cosche nel quotidiano.

La legalità come motore economico

Sulla stessa linea d’onda si è espresso Giuseppe Borrelli, procuratore di Reggio Calabria, che ha focalizzato l’attenzione sulla consapevolezza delle nuove generazioni e sulle prospettive di crescita del territorio. “Stanno capendo che la legalità è la premessa per lo sviluppo del Mezzogiorno”, ha sottolineato Borrelli osservando l’attenzione degli studenti presenti. La sfida per la Calabria è dunque economica oltre che etica: non si può perdere l’occasione di far crescere la regione a causa dell’ingordigia di “qualche migliaio di persone che vuole prendere tutto per sé” a discapito della collettività.

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