Nuovo capitolo nello scontro interno al Consorzio Valle Crati. Dopo la pronuncia del Tar Calabria sul contenzioso tra il Consorzio e il Comune di Carolei, arriva la dura replica del sindaco Francesco Iannucci, che respinge qualsiasi interpretazione politica favorevole all’attuale presidente del Consorzio, Maximiliano Granata. Secondo il primo cittadino, la sentenza del Tribunale amministrativo non rappresenterebbe affatto una vittoria per il presidente del Consorzio. “Il Tar Calabria – sottolinea Iannucci – ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, trasferendo la competenza al giudice ordinario. Non esiste dunque alcuna soccombenza del Comune di Carolei”.
“Nessuna vittoria di Granata”
Nel suo intervento, il sindaco di Carolei punta direttamente contro il presidente del Consorzio Valle Crati. “Le manifestazioni di gioia del signor Granata – afferma – non sono il segnale di una vittoria, tra l’altro inesistente, ma piuttosto un tentativo disperato di sopravvivenza politica alla guida del Consorzio”. Iannucci evidenzia inoltre un aspetto che definisce “paradossale”: sarebbe stato proprio il Consorzio Valle Crati a sostenere il difetto di competenza sia davanti al Tar sia davanti al giudice ordinario. “Secondo Granata – attacca il sindaco – nessun tribunale sembrerebbe competente sulla vicenda. È solo un modo per guadagnare altro tempo, almeno fino alla decisione del Consiglio di Stato sulla sospensione della delibera con cui è stato eletto l’attuale presidente”.
La battaglia giudiziaria e la sentenza del Tribunale di Cosenza
Iannucci ricorda poi che, ad oggi, l’unica decisione di merito sarebbe quella del Tribunale ordinario di Cosenza, che con la sentenza n. 1256/2025 ha dichiarato illegittima la delibera del Consiglio di amministrazione del Consorzio Valle Crati del 7 febbraio 2024. Quella pronuncia, però, è stata impugnata in appello dallo stesso Consorzio. Il sindaco sottolinea anche che l’attuale presidente sarebbe stato eletto “solo da quattro Comuni che rappresentano il 28% dei voti validi”.
Lo stallo sui finanziamenti CIPE da 60 milioni
Nel lungo affondo politico, il sindaco di Carolei collega la vicenda giudiziaria anche al blocco dei progetti infrastrutturali legati al sistema depurativo. Secondo Iannucci, lo stallo istituzionale avrebbe paralizzato il finanziamento CIPE da oltre 60 milioni di euro, destinato al collettamento delle aree ancora non servite dai sistemi fognari dei Comuni aderenti al Consorzio. “Dal 2012 ad oggi – denuncia – le somme stanziate non sono più sufficienti a coprire gli interventi previsti”. La Regione Calabria, spiega ancora il sindaco, avrebbe chiesto una rimodulazione delle risorse per destinarle esclusivamente al potenziamento dell’impianto di Coda di Volpe.
“Carolei si è staccato dal Consorzio”
Nel finale della nota, Iannucci rivendica la scelta del Comune di Carolei di procedere autonomamente rispetto al Consorzio Valle Crati. “Il Comune che mi onoro di rappresentare – conclude – si è staccato dal finanziamento Valle Crati, riuscendo a collettare l’intero territorio grazie a un finanziamento regionale da oltre 5 milioni di euro”. Un risultato che, secondo il sindaco, sarebbe stato ottenuto proprio a causa della “inerzia del Consorzio Valle Crati”.







