La Reggina si appresta a scendere in campo per la semifinale playoff contro l’Athletic Palermo in un’atmosfera paradossale, dove il fischio d’inizio delle ore 16 sembra quasi un dettaglio rispetto al fermento che scuote l’ambiente amaranto. Il tecnico Torrisi, chiamato a gestire una vigilia complessa, ha cercato di blindare lo spogliatoio dalle interferenze esterne, richiamando i suoi uomini al dovere morale verso una maglia storica. L’allenatore ha analizzato il momento difficile senza cercare alibi, sottolineando la necessità di isolarsi dalle critiche per puntare dritti all’obiettivo del passaggio del turno.
“Abbiamo già vissuto, nel corso della stagione, altri momenti del genere. Nonostante il clima venutosi a creare, ci corre l’obbligo di concentrarci sulla partita, anche se, pur vincendo i due spareggi, non è detto che si ottenga il salto di categoria. Proveremo comunque a superare l’Athletic perché l’intento è passare il turno. Sarà una gara tosta contro un avversario complicato. Cercheremo, pertanto, di isolarci dall’esterno. La concentrazione dovrà essere rivolta alla partita, al resto penseremo più un là. Non si sa quello che accadrà. Chi indossa una casacca prestigiosa ha il dovere di onorarla. Siamo la Reggina, mica una squadra qualsiasi. Il nostro è un club blasonato e la storia non la si può cancellare” ha dichiarato con fermezza il tecnico catanese.
Tra assenze pesanti e la minaccia del gioco offensivo
Il campo propone una sfida contro un avversario che, nonostante un calo nel finale di stagione, ha dimostrato di possedere un reparto d’attacco temibile e capace di colpi risolutivi. Torrisi ha messo in guardia i suoi sulla pericolosità dei nerorosa, evidenziando come la mancanza di attenzione potrebbe costare carissimo in una gara secca. La Reggina dovrà però fare i conti con un’infermeria affollata che la priva di elementi cardine per l’equilibrio della squadra.
“L’Athletic ha calciatori offensivi in grado di decidere il match. Bisognerà stare attenti e noi lo saremo. Non puoi staccare la spina, altrimenti si rischia di non passare il turno. Vogliamo andare avanti per non avere rimpianti. Ho chiesto ai ragazzi di tenere palla, loro proveranno ad aggredirci per ripartire in contropiede» ha spiegato l’allenatore, confermando le defezioni forzate di «Barillà, Sartore e Bevilacqua, mentre il resto del gruppo è a disposizione”.
La battaglia legale e l’attesa per il verdetto del 12 maggio
Se sul terreno di gioco si lotta per il prestigio, la partita più importante per il futuro del club si sta giocando nelle aule di tribunale e negli uffici federali. Torrisi ha toccato anche il tema dei ricorsi e delle vicende extra-calcistiche che potrebbero stravolgere la graduatoria, mantenendo un profilo di cauta fiducia in attesa della data spartiacque di metà maggio. La gestione dei casi legali relativi al Girone I promette infatti un’estate caldissima sul fronte della giustizia sportiva.
“Comprendo lo stato d’animo dei reggini. Ma mi piace essere schietto, non condivido i fischi. I tifosi sono stati fondamentali nell’arco della stagione. Ci hanno dato una carica enorme e la loro rabbia è anche la nostra. Guidare la Reggina ha i suoi pro e contro. La situazione purtroppo è complicata e non la si può cambiare. Prendiamo atto che siano delusi. Non ho niente da aggiungere. Ho saputo delle due note. Quello che si scrive adesso lascia il tempo che trova. Il giorno decisivo sarà il 12 maggio. Ai campani rivolgo i complimenti per aver lasciato i Dilettanti. Si vince in campo, ma è anche vero che c’era l’Igea Virtus in testa e le sono stati tolti cinque punti. Anche l’anno scorso avvenne la stessa cosa con l’Akragas e la sua esclusione riaprì il torneo. Non esiste nessuna sentenza. Se qualcuno non ha rispettato le regole è giusto che venga punito. Il ricorso della Reggina ha un suo valore, rimango fiducioso” ha chiosato il mister.
La protesta della Curva Sud e il corteo nelle vie del centro
Parallelamente alla gara sportiva, la città di Reggio Calabria vivrà un pomeriggio di mobilitazione civile. Il tifo organizzato ha indetto una manifestazione che partirà da Piazza Duomo per chiedere risposte concrete sul futuro societario e un confronto diretto con le istituzioni e i candidati alla carica di primo cittadino. Il malcontento verso l’attuale proprietà è stato palesato attraverso striscioni inequivocabili affissi in vari punti strategici della città, segno di una frattura che sembra ormai difficilmente sanabile tra la base del tifo e il vertice del club.







