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10 Maggio 2026
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Vibonese, l’ora della verità: al “Razza” una finale per la sopravvivenza. Fanello: “Ci giochiamo tutto”

Il playout contro l'Acireale mette in palio la permanenza nella categoria. Grazie al piazzamento in classifica, i rossoblù dispongono di due risultati su tre per centrare l'obiettivo salvezza, ma pesano le assenze

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La Vibonese si appresta a vivere la partita che vale una stagione intera, consapevole che il verdetto definitivo passerà dalle mura amiche del “Luigi Razza”. Grazie alla vittoria conquistata nell’ultimo turno di campionato proprio contro l’Acireale, la squadra guidata da Danilo Fanello è riuscita nel sorpasso decisivo, guadagnandosi il diritto di disputare lo scontro salvezza davanti al proprio pubblico. Il regolamento concede ai rossoblù un vantaggio non indifferente: in caso di parità al termine dei novanta minuti regolamentari, si procederà con i tempi supplementari; qualora la parità dovesse persistere fino al 120’, non si ricorrerà ai calci di rigore, ma sarà la Vibonese a festeggiare la salvezza in virtù del miglior piazzamento ottenuto nella stagione regolare. Tuttavia, questo scenario rappresenta una sottile insidia psicologica: scendere in campo con l’idea di amministrare il pareggio potrebbe rivelarsi un errore fatale contro un avversario che, per contro, ha l’obbligo assoluto di vincere.

Emergenza in attacco e nuove alchimie tattiche

L’avvicinamento alla sfida è stato caratterizzato da una gestione complicata dell’organico. Fanello dovrà infatti fare a meno di pedine fondamentali nello scacchiere rossoblù: pesano come macigni le assenze degli attaccanti Luca Sasanelli e Souleymane Coulibaly, a cui si aggiunge il forfait del giovane portiere Fabio Marano. Con le opzioni offensive ridotte al minimo, il tecnico sembra orientato verso un 4-5-1 di contenimento e ripartenza. L’obiettivo è creare densità nella zona mediana del campo per proteggere la retroguardia e colpire negli spazi che l’Acireale, costretto a spingere con foga fin dai primi minuti, sarà inevitabilmente obbligato a concedere. Sarà una prova di nervi e resilienza, dove la capacità di leggere i momenti della gara e di gestire la pressione emotiva conterà quanto la tenuta atletica.

La carica di Fanello: una chiamata alle armi per la città

Alla vigilia dell’incontro, il tecnico Danilo Fanello ha scelto di abbandonare i tatticismi verbali per puntare dritto al cuore della squadra e della tifoseria. Le sue dichiarazioni tratteggiano una stagione vissuta sul filo del rasoio, ma anche la consapevolezza di aver ritrovato l’unità d’intenti necessaria per compiere l’ultimo passo. “Ogni parola alla vigilia di questa partita rischia di essere superflua, scontata. Ci giochiamo tutto. Tutti” ha esordito l’allenatore, sottolineando come la responsabilità sia collettiva. Il messaggio di Fanello è un omaggio a chi non ha abbandonato la nave nei momenti più bui: “Chi è qui dall’inizio. Chi è arrivato in corsa. Chi ha scelto di restare, quando tutto diceva di andare via. Chi, come me, ci ha creduto quando la barca sembrava destinata ad affondare”.

Il valore della categoria come patrimonio comune

Il tecnico non ha parlato solo ai suoi calciatori, ma ha voluto coinvolgere l’intera comunità di Vibo Valentia, evidenziando come la consapevolezza del rischio abbia risvegliato il senso di appartenenza della piazza. Il timore della retrocessione è diventato, paradossalmente, il motore di una nuova unione tra squadra e territorio. “E chi, come la città, probabilmente, toccando con mano l’incubo della retrocessione, adesso ha compreso quanto importante sia questa categoria e quanto sacrificio serva per far camminare la macchina” ha concluso Fanello. Oggi pomeriggio il campo emetterà il suo verdetto, ma la sensazione è che la Vibonese arrivi all’appuntamento con la maturità di chi ha già guardato negli occhi la sconfitta e ha trovato la forza di rialzarsi per difendere il proprio posto nel calcio che conta.

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