La risposta civile di Vibo Valentia alle recenti minacce criminali non si è fatta attendere e ha assunto la forma di una presenza fisica, tangibile, direttamente sui luoghi di lavoro. Una delegazione dell’associazione Antiracket, guidata dal sindaco della città Romeo nella sua duplice veste di primo cittadino e presidente del sodalizio, ha varcato i cancelli delle aziende finite nel mirino del malaffare. L’iniziativa ha coinvolto realtà fondamentali per il tessuto produttivo locale come MetalSud, Agricola Baldo, Kernel, Colloca, Simonetti ed Edilferro. Accompagnati dal presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello, e dal vice sindaco di Ionadi, l’avvocato Saro Mazza, i rappresentanti istituzionali hanno trasformato la solidarietà di principio in un confronto diretto e operativo con chi, ogni giorno, produce ricchezza sfidando la prepotenza dei clan.
La resistenza del cuore pulsante dell’economia locale
Al centro degli incontri non vi sono state solo le analisi della sicurezza, ma il riconoscimento del valore sociale che queste imprese rappresentano per l’intero territorio vibonese. La giornata è stata concepita come un tassello fondamentale di un percorso più ampio che mira a scardinare l’isolamento, spesso humus ideale per le pretese estorsive. Durante i colloqui con i titolari delle ditte, è emersa la volontà ferma di non arretrare, supportata dalla garanzia di un sostegno associativo che non si esaurisce nella visita odierna ma che promette continuità. “Oggi abbiamo incontrato aziende che contribuiscono quotidianamente a rappresentare il cuore pulsante della nostra economia” ha dichiarato il sindaco e presidente dell’associazione Antiracket, ponendo l’accento sulla necessità di tutelare la parte sana e produttiva della città.
Un argine comune contro il cancro delle estorsioni
Il contrasto al racket non è stato presentato come una battaglia solitaria dei singoli imprenditori, ma come una sfida di civiltà che coinvolge ogni cittadino. Il messaggio consegnato nelle mani dei lavoratori e dei dirigenti è un monito rivolto a chi tenta di inquinare il libero mercato con la violenza e la sopraffazione. La delegazione ha ribadito che la vicinanza delle istituzioni è la precondizione necessaria affinché la fiducia nello Stato possa tradursi in atti concreti di collaborazione con le forze dell’ordine. “Come associazione e come amministrazione, siamo qui per dire che queste aziende non sono sole. Il tentativo di imposizione criminale attraverso l’estorsione è un cancro che vogliamo estirpare insieme” hanno rimarcato i rappresentanti dell’Antiracket, sottolineando come la coesione sociale sia l’unico anticorpo efficace contro l’aggressione criminale.
La comunità non si piega: l’appello alla compattezza territoriale
L’iniziativa si è conclusa con una riflessione profonda sulla tenuta democratica dell’area urbana vibonese. Non si tratta solo di cronaca giudiziaria, ma di una questione di identità e orgoglio territoriale. Chi colpisce l’impresa, di fatto, attacca il diritto al lavoro e al futuro di una intera popolazione. La visita alle sei ditte si configura dunque come una risposta corale, un manifesto politico e sociale che invita alla denuncia senza esitazioni. Il sindaco, a chiusura della giornata di mobilitazione, ha voluto sigillare questo patto tra istituzioni e produttori con una dichiarazione di forte impatto: “Vibo Valentia e l’area urbana circostante non si piegano. Chi tocca una di queste ditte, tocca tutta la comunità”.







