Una giornata di sport e motori si è trasformata in tragedia a Corigliano-Rossano, dove un motociclista di 41 anni, Giannandrea La Forgia, originario di Molfetta, in Puglia, è morto dopo avere accusato un malore mentre era impegnato sul tracciato di una gara di Enduro.
Secondo le prime informazioni, l’uomo stava partecipando alla manifestazione sportiva organizzata nell’ambito della II prova Calabria di Enduro Acsi e della IV prova di Enduro Motosprint. Durante una delle fasi della competizione, il centauro si sarebbe improvvisamente sentito male, accasciandosi a terra. L’ipotesi principale, al momento, è quella di un arresto cardiaco, ma saranno gli eventuali accertamenti successivi a chiarire con precisione le cause del decesso.
Soccorsi immediati, ma inutili
L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto era già presente il personale sanitario dell’ODV Cuore Colorato, impegnato nel presidio della manifestazione, che ha prestato i primi soccorsi. Sono poi intervenuti anche la PET del 118, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e l’elisoccorso.
Il pilota, secondo quanto si apprende, si trovava in una zona particolarmente impervia del percorso, raggiungibile soltanto con moto da fuoristrada. Per diversi minuti sono state tentate le manovre di rianimazione, ma ogni sforzo si è rivelato inutile. I sanitari hanno potuto soltanto constatare il decesso del 41enne.
Gara sospesa dopo la tragedia
La competizione è stata sospesa. Una decisione inevitabile dopo un episodio che ha gelato organizzatori, piloti, volontari e pubblico presenti nell’area della manifestazione. L’evento, organizzato dal moto club “Il Castello Corigliano” sotto l’egida della Acsi, Motorsport Settore Enduro Calabria, e con il patrocinio del Comune, aveva richiamato nel territorio circa cento piloti, con partecipanti arrivati anche da fuori regione.
Il percorso tra Corigliano Scalo e Schiavonea
La manifestazione si stava svolgendo tra il parco periurbano “Fabiana Luzzi” di Corigliano Scalo, dove erano collocati segreteria, paddock e parte del percorso, e altri tratti individuati per le prove tecniche. Il programma prevedeva cross test nell’area alle spalle del parco e prove di Enduro anche verso Schiavonea, con controlli orari, giri cronometrati, trasferimenti e assistenza lungo il tracciato.
Accertamenti sulle cause del decesso
La presenza dei presidi di sicurezza ha consentito un intervento tempestivo. Secondo le prime informazioni, l’organizzazione aveva predisposto il servizio sanitario e le misure di supporto necessarie allo svolgimento della competizione.
Resta però il peso di una tragedia improvvisa, avvenuta in un contesto sportivo che avrebbe dovuto essere una giornata di spettacolo, adrenalina e passione per i motori. In pochi istanti, l’attesa per la gara ha lasciato spazio al silenzio e allo sgomento. Nelle prossime ore potranno essere ricostruiti con maggiore precisione i dettagli dell’accaduto e le circostanze del malore.







