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10 Maggio 2026
10 Maggio 2026
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Non c’è due senza tre: la Reggina piega l’Athletic Palermo e conquista la terza finale playoff consecutiva

Al Granillo semivuoto gli amaranto vincono 1-0 e centrano la terza finale playoff consecutiva. Decisivo un penalty contestatissimo: i nerorosa chiudono in nove per le espulsioni di Micoli e Varela

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In un Granillo semivuoto, con appena 1008 paganti, la Reggina si prende il minimo indispensabile e vola ancora in finale playoff. Gli amaranto superano l’Athletic Palermo per 1-0, al termine di una partita ruvida, nervosa, sporca, decisa da un calcio di rigore trasformato da Di Grazia e fortemente contestato dalla squadra nerorosa.

Non è stata una notte di festa piena, perché attorno alla Reggina resta il peso di una stagione in cui l’obiettivo vero, la promozione, è sfumato ancora una volta. Ma dentro il campo la squadra di Torrisi ha fatto il suo dovere: ha vinto, ha resistito, ha sfruttato l’episodio chiave e ha conquistato per il terzo anno consecutivo l’accesso alla finale playoff. Dall’altra parte, l’Athletic Palermo di Ferraro è uscito dal Granillo con la rabbia addosso, chiudendo addirittura in nove uomini per le espulsioni di Micoli e Varela.

Granillo freddo, ultras in protesta e Reggina con l’undici delle ultime settimane

La cornice racconta già molto prima del fischio d’inizio. Mentre al Granillo va in scena la semifinale playoff, gli ultras amaranto scelgono la strada della protesta e marciano su corso Garibaldi. Sugli spalti restano pochi paganti e un clima lontano anni luce dalle grandi notti reggine.

Torrisi conferma l’assetto delle ultime settimane: Lagonigro tra i pali, difesa con Giuliodori, Rosario Girasole, Domenico Girasole e Distratto; in mezzo Laaribi e Fofana, con Ragusa, Mungo ed Edera alle spalle di Ferraro.

L’Athletic Palermo prova subito a spaventare la Reggina. Al quinto minuto un cross dalla destra viene sfiorato da Micoli, con la palla che finisce in rete, ma la posizione dell’attaccante viene giudicata irregolare. È il primo brivido di una gara che gli amaranto iniziano con qualche cautela ma che, col passare dei minuti, cominciano a controllare.

Fofana sfiora il vantaggio, Mungo e Di Grazia sprecano

La prima vera risposta della Reggina arriva all’ottavo minuto: calcio d’angolo, stacco di Domenico Girasole, pallone deviato e traiettoria che sfiora la traversa. Gli amaranto crescono e al diciottesimo confezionano una delle azioni più belle del primo tempo: sponda di Ferraro, conclusione al volo di Fofana e palla fuori di un soffio.

Poco dopo arriva l’occasione più clamorosa. Ancora Ferraro lavora un pallone prezioso e serve Mungo, che si ritrova solo davanti al portiere ma calcia di piatto trovando la respinta. Sulla ribattuta si avventa Di Grazia, ma anche lui spreca da posizione favorevole.

L’Athletic Palermo non resta a guardare. Alla mezz’ora ci prova l’ex Grillo con un bolide dalla distanza: Lagonigro respinge con fatica. La Reggina però ha un’altra grande possibilità in ripartenza, quattro contro due, ma Ragusa sbaglia l’assist decisivo e manda in fumo un contropiede pesantissimo. Prima dell’intervallo ci prova anche Laaribi su punizione, senza trovare la porta. Si va al riposo sullo 0-0.

La traversa di Girasole e il rosso a Micoli cambiano la partita

Nella ripresa la Reggina riparte con maggiore convinzione. Al decimo minuto, sugli sviluppi di un angolo battuto da Di Grazia, Domenico Girasole colpisce di testa e centra la traversa. Il Granillo trattiene il fiato, perché l’episodio sembra poter spaccare la partita.

Due minuti dopo però è l’Athletic Palermo a ripartire con pericolosità: Bonfiglio punta e supera Giuliodori, poi conclude trovando una deviazione in angolo. Torrisi prova allora a cambiare ritmo: dentro Edera per Ragusa e Salandria per Laaribi.

La svolta arriva al ventiduesimo. Micoli, già ammonito, tenta la giocata furba su un cross e conclude verso la porta con la mano. Per l’arbitro non ci sono dubbi: secondo giallo, espulsione e Athletic Palermo in dieci. Da lì la partita cambia definitivamente faccia.

Palumbo si procura il rigore, Di Grazia non sbaglia

Torrisi inserisce Palumbo al posto di Mungo e proprio il nuovo entrato diventa protagonista dell’episodio decisivo. Al ventottesimo, con i nerorosa schierati alti, Palumbo viene lanciato in profondità, supera il portiere e cade dopo il contatto con l’estremo difensore. L’arbitro indica il dischetto.

È il momento che incendia il match. L’Athletic Palermo protesta con forza, ritenendo il contatto dubbio. Arrivano ammonizioni, tensione, nervi scoperti. Ma la decisione resta: calcio di rigore per la Reggina.

Dal dischetto va Di Grazia, che resta freddo e firma l’1-0. È il gol che vale la finale, il gol che basta alla Reggina per uscire viva da una semifinale complicata più sul piano emotivo che tecnico.

Palermo perde la testa, Reggina in finale contro la Nissa

Dopo il vantaggio amaranto, l’Athletic Palermo perde lucidità. Le proteste continuano e i nerorosa restano addirittura in nove per l’espulsione di Varela. Torrisi gestisce il finale inserendo anche Porcino al posto di Di Grazia e Guida per Ferraro.

Nel recupero la Reggina avrebbe anche la palla del 2-0, ma Edera fallisce incredibilmente il raddoppio. Non cambia nulla: dopo tre minuti di recupero finisce 1-0.

La Reggina va avanti. Per il terzo anno consecutivo sarà finale playoff. Ad attenderla ci sarà la Nissa, che ha superato nettamente la Gelbison e giocherà l’ultimo atto in casa, a Caltanissetta, grazie alla migliore posizione nella classifica finale. Per gli amaranto resta una vittoria utile, necessaria, ma dal sapore agrodolce: la finale c’è, il sogno promozione no.

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