L’impresa è stata compiuta: Danilo Fanello, davanti un Luigi Razza gremito, è riuscito a far mantenere la categoria alla Vibonese dopo un anno tutt’altro che facile. Ancora una volta, la Vibonese potrà rigiocare tra i Dilettanti. Un’impresa che non tutti riescono ancora a credere dopo un vero e proprio terremoto societario.
Mastica amaro l’Acireale, che fino all’ultima giornata ha attraversato un buio totale: senza allenatore, senza giocatori e senza tifosi. La storia Acese giunge al capolinea e dovrà ripartire dall’Eccellenza. L’ultima retrocessione in quinta serie non succedeva dalla stagione 2012-2013.
Fanello ringrazia l’intera società
“Colgo l’occasione per ringraziare la società, per aver deciso di puntare sul sottoscritto come terzo allenatore della stagione. Un ringraziamento a tutto lo staff e soprattutto ai miei calciatori, non è stato facile. Si è creato qualcosa che va oltre il calcio. Oggi la salvezza ottenuta contro una squadra blasonata. Quella di oggi è un’impresa sportiva, senza nulla togliere a nessuno. Abbiamo affrontato un play out contro una squadra veramente decimata, veramente ridotta all’osso. Una menzione speciale ai calciatori per tutto quello che hanno passato in questa stagione, una squadra distrutta psicologicamente, a terra, che domenica dopo domenica anziché migliorare perdeva pezzi. Non ci siamo lamentati, abbiamo continuato a lavorare in silenzio, ma ora è giusto rispondere a tutto. Ancora grazie a tutti, orgoglioso di aver raggiunto la salvezza”.
Il messaggio di Di Gilio: “Un anno difficile”
“Per fortuna è finita bene. È stato un anno difficile. Volevo ringraziare il mister, che si è preso una grande responsabilità. E poi volevo ringraziare i miei compagni di squadra, solo cinque-sei abbiamo deciso di rimanere. Non era facile, quando vuoi fare mercato e ti tolgono un pezzo alla volta e ti mettono i ragazzini non è facile. Rimanere ci volevano gli attributi e ci siamo riusciti“.







