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10 Maggio 2026
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Unioni civili, dieci anni dopo: oltre 30 mila coppie e una rivoluzione che ha cambiato il Paese

Dalla legge Cirinnà al nodo del matrimonio egualitario: “Senza Renzi quella norma non sarebbe mai passata”

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Dieci anni dopo l’approvazione della legge sulle Unioni civili, l’Italia fa i conti con una trasformazione sociale che ha cambiato il volto delle famiglie e il linguaggio dei diritti. Dal 2016 a oggi sono oltre 22 mila le coppie dello stesso sesso che hanno scelto di unirsi civilmente nel Paese. Ma il numero reale, considerando anche le trascrizioni dei matrimoni celebrati all’estero, supera le 30 mila unioni, secondo le associazioni LGBTQ+.

La fotografia restituisce soprattutto coppie maschili residenti nelle grandi città, ma il dato più rilevante, sottolineano attivisti e promotori della legge, riguarda il cambiamento culturale prodotto in un decennio.

Cirinnà: “Abbiamo reso visibili migliaia di persone”

A rivendicare il significato storico della legge è l’ex senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria della legge 76 del 2016 che porta il suo nome.

“Dieci anni fa era un altro mondo. Matteo Renzi ebbe il coraggio di salvare la legge mettendo la fiducia: non era mai successo nella storia politica italiana su un testo relativo ai diritti umani”, ricorda Cirinnà.

Secondo l’ex parlamentare, senza quella scelta politica il provvedimento non avrebbe mai visto la luce: “Se non ci fosse stato Renzi, non ci sarebbe stata la legge”.Per Cirinnà, l’approvazione delle unioni civili ha rappresentato soprattutto la fine dell’invisibilità per migliaia di persone. “Abbiamo squarciato un velo fatto di bigotteria, cattolicesimo estremo, omofobia e falso moralismo. È stato solo il primo passo verso l’uguaglianza”.

“Una rivoluzione culturale”

Per Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e Gaynet, quei dieci anni hanno inciso profondamente nella società italiana.“Le unioni civili furono una rivoluzione. Sono stati i dieci anni che sconvolsero il mondo”.

Grillini sottolinea come la norma abbia modificato non soltanto i diritti, ma anche la percezione della famiglia nel Paese.“Ha cambiato la cultura e il modo di vedere la questione familiare in Italia”

Da qui la richiesta di un ulteriore passo avanti:  “Oggi servirebbe una seria riforma del diritto di famiglia”.

Il Pd rilancia sul matrimonio egualitario

Anche Alessandro Zan definisce le unioni civili “un grande traguardo di civiltà”, ma considera ormai superato l’impianto normativo del 2016. Il parlamentare del Pd ricorda infatti l’esistenza di una proposta di legge presentata insieme alla segretaria dem Elly Schlein.“La proposta chiede il matrimonio egualitario, le adozioni per i single e per le coppie dello stesso sesso, oltre all’accesso alla procreazione medicalmente assistita”. Un progetto che punta a ridisegnare in maniera organica il diritto di famiglia italiano.

Dieci anni dopo resta aperta la sfida dei diritti

Nel maggio del 2016 l’Italia approvava una norma destinata a dividere politica e opinione pubblica. Oggi, a distanza di un decennio, le Unioni civili vengono considerate da gran parte del centrosinistra e dalle associazioni LGBTQ+ una conquista irreversibile, ma non ancora sufficiente.Il dibattito si sposta ora su matrimonio egualitario, adozioni e pieno riconoscimento delle famiglie omogenitoriali: temi che continuano a segnare il confronto politico e culturale del Paese.

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