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11 Maggio 2026
11 Maggio 2026
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Crotone, ombre della criminalità sulla campagna elettorale. Il candidato Barresi denuncia video shock su TikTok

Chiesto l'intervento della Procura della Repubblica dopo la diffusione di contenuti social che inneggerebbero alla 'ndrangheta. Sotto accusa la coalizione di destra e il ruolo di garante del professor Vincenzo Voce in un clima reso già teso dalle recenti inchieste giudiziarie.

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La competizione elettorale per la guida di Crotone subisce una brusca accelerazione verso toni drammatici a causa di una denuncia che scuote l’opinione pubblica locale. Al centro della polemica si trova un video circolato sulla piattaforma TikTok, i cui contenuti sono stati definiti inaccettabili da Vito Barresi, aspirante primo cittadino alla guida di una coalizione civica. Secondo Barresi, alcuni esponenti delle liste avversarie avrebbero utilizzato simbologie e linguaggi riconducibili alla criminalità organizzata per intercettare il consenso dei più giovani. L’allarme lanciato dal candidato civico è netto: “È allarmante che nelle liste della destra alle elezioni comunali di Crotone vi siano candidati che, attraverso TikTok, inneggiano apertamente alla ‘ndrangheta utilizzando linguaggi, simbologie e modalità comunicative gravissime e profondamente diseducative. Per questa ragione chiediamo un immediato intervento della Procura della Repubblica affinché venga fatta piena luce su quanto sta accadendo nella campagna elettorale crotonese”.

Il nodo della responsabilità politica e morale

La denuncia non si limita all’analisi dei contenuti digitali, ma punta direttamente al cuore della coalizione di destra, chiamando in causa la figura del suo leader. Barresi interroga pubblicamente lo sfidante Vincenzo Voce, sollecitando una presa di posizione ufficiale sulla qualità etica della propria squadra e sulla consapevolezza di ciò che accade nelle retrovie della propaganda online. L’interrogativo sollevato riguarda la capacità di vigilanza su video che, pur nella loro inquietante natura, raggiungono numeri importanti in termini di engagement digitale. Barresi prosegue nella sua analisi incalzando l’avversario: “Chiediamo al professor Vincenzo Voce, responsabile politico e garante morale delle numerose liste che sostengono la sua candidatura se si sia accorto che tra i suoi candidati vi è chi inneggia alla ‘ndrangheta per fini elettorali e propagandistici. Cosa pensa il candidato sindaco della destra del contenuto diffuso attraverso un inquietante video di propaganda che, al momento, avrebbe già raccolto oltre 33mila visualizzazioni, migliaia di ‘mi piace’ e decine di commenti?”.

Il richiamo ai processi Glicine e Teorema

Il contesto in cui matura questa denuncia è reso ancora più delicato dalle vicende giudiziarie che hanno recentemente interessato il territorio crotonese. Barresi traccia un collegamento diretto tra la narrazione social della cultura mafiosa e i procedimenti penali in corso, sottolineando come la spettacolarizzazione del crimine non possa essere tollerata, specialmente se rivolta a un pubblico di adolescenti. Il riferimento è alle inchieste che hanno scosso i palazzi del potere locale, coinvolgendo figure politiche di primo piano. Sulla gravità della situazione Barresi è categorico: “Sulla questione della ‘ndrangheta non si scherza. Non si fa propaganda sbagliata, ambigua o strumentale, soprattutto quando il pubblico a cui ci si rivolge è quello dei giovani, degli adolescenti e delle ragazze. La cultura mafiosa non può diventare un fenomeno da spettacolarizzare sui social network né un linguaggio da utilizzare per raccogliere consenso politico. Quanto sta avvenendo nella campagna elettorale di Crotone non appare inoltre distante né estraneo rispetto ai delicati fatti giudiziari che interessano il territorio e che sono ancora pienamente aperti e in corso. Ci riferiamo al processo Glicine, con centinaia di imputati chiamati a rispondere di gravi reati di mafia, e alla dirompente inchiesta Teorema, che coinvolge un consigliere comunale di Forza Italia, partito che ha sostenuto e voluto la candidatura a sindaco del professor Voce”.

L’appello finale per la trasparenza elettorale

La richiesta di chiarezza diventa dunque un imperativo per garantire la tenuta democratica della sfida elettorale. Per il candidato civico, il silenzio non è un’opzione percorribile di fronte a quella che descrive come una pericolosa ambiguità comunicativa. La città, già provata da difficili passaggi giudiziari, richiede oggi una prova di maturità e una netta separazione tra l’agone politico e le influenze della criminalità. In conclusione del suo appello, Barresi ribadisce la necessità di un’azione risoluta: “Per queste ragioni riteniamo indispensabile un chiarimento pubblico immediato. La città di Crotone merita una campagna elettorale limpida, trasparente e totalmente distante da qualsiasi ambiguità culturale, politica o comunicativa nei confronti della criminalità organizzata. Intervenga subito la Procura della Repubblica”.

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