Vibo Valentia non vuole più essere soltanto una città di passaggio, né una tappa secondaria schiacciata tra la forza attrattiva di Tropea, Pizzo e Capo Vaticano. L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Romeo è più ambizioso: trasformare Vibo in un piccolo centro turistico culturale, riconoscibile, capace di raccontare la propria identità e di intercettare flussi non solo estivi. A spiegare il senso di questa strategia, ospite di Stanza7, il podcast di Calabria7, è stato Stefano Soriano, assessore comunale alla Cultura e al Turismo.
Un’intervista nella quale Soriano ha rivendicato il lavoro avviato negli ultimi mesi: dalla prima stagione del teatro comunale alla riapertura della biblioteca, dal piano di marketing territoriale “Vibo città di tutte le epoche” alla partecipazione alla BIT di Milano, fino all’avviso pubblico per costruire il cartellone estivo 2026. Il punto di partenza, per l’assessore, è la consapevolezza che Vibo abbia una storia da trasformare finalmente in prodotto culturale e turistico. Non uno slogan vuoto, ma una traiettoria amministrativa che punta a mettere insieme archeologia, teatro, museo, tradizioni religiose, eventi e turismo esperienziale.
“Vibo è una città complessa, ma cultura, turismo e istruzione stanno insieme”
Soriano arriva in giunta dopo un percorso politico e amministrativo che lui stesso definisce di “gavetta”. È stato amministratore provinciale, consigliere comunale di maggioranza e poi di minoranza, segretario del suo partito e oggi assessore nella giunta Romeo. Un incarico che, nelle sue parole, tiene insieme più deleghe legate tra loro.
“Sicuramente è una città abbastanza complessa“, ha detto Soriano parlando di Vibo Valentia. Poi ha ricordato il percorso che lo ha portato all’incarico: “Arrivo da un po’ di gavetta“. L’assessore ha spiegato di aver condiviso con il sindaco Romeo l’idea di mettere insieme cultura, turismo e istruzione, perché “secondo me sono tutte cose che legano e che stanno tutte insieme e che devono stare insieme in questa città”.
Una visione che prova a dare continuità a interventi finora spesso frammentati. Il teatro, la biblioteca, i parchi archeologici, la Settimana Santa e gli eventi estivi vengono letti come parti di un unico racconto urbano.
Il teatro comunale riaperto dopo trent’anni: “È stato emozionante”
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda il teatro comunale, finalmente tornato a vivere con una stagione teatrale dopo un’attesa lunghissima. Soriano non nasconde la soddisfazione, ma nemmeno l’amarezza per i tempi biblici di realizzazione dell’opera. “È stato davvero emozionante, è importante essere assessore alla Cultura al momento in cui nella tua città si apre il teatro“, ha affermato. Subito dopo ha aggiunto: “I meriti della costruzione vanno spalmati, non so più se in 20 anni o in 30 anni, però in tantissime amministrazioni che tassello dopo tassello hanno costruito questo teatro“.
Il giudizio sulla stagione appena conclusa è positivo. Soriano ha ricordato le perplessità iniziali, legate alla scelta di avviare comunque una programmazione sperimentale, nonostante qualche timore organizzativo. “Abbiamo provato una stagione sperimentale”, ha spiegato, sottolineando che ora gli uffici stanno lavorando a un bando pluriennale per consentire a chi gestirà la programmazione culturale di pianificare con maggiore stabilità. L’obiettivo è superare la logica dell’evento isolato e costruire una vera politica teatrale. Soriano ha anche ringraziato l’operatore culturale che ha curato la stagione: “Ama Calabria, che devo dire in poco tempo ha messo su un cartellone sicuramente di livello“.
“Vibo città di tutte le epoche”: il brand per raccontare una storia millenaria
Il cuore della strategia turistica è il piano di marketing territoriale “Vibo città di tutte le epoche”, presentato anche alla Borsa internazionale del turismo di Milano. Soriano lo definisce un progetto nato da un’intuizione del sindaco Romeo: mettere sotto un unico brand la storia lunga e stratificata della città. “Nasce dal fatto che noi spesso dimentichiamo che Vibo è una storia millenaria“, ha spiegato. Poi ha aggiunto: “Nasce fondamentalmente addirittura prima di Roma come città perché nasce nella Magna Grecia Vibo“. Una frase che sintetizza l’ambizione del progetto: non vendere Vibo come destinazione balneare, ma come città capace di attraversare epoche diverse, dai greci ai romani, dal Medioevo al Risorgimento. “Vibo c’era“, ha detto Soriano, rivendicando il peso storico della città. Da qui il nome del brand: “Vibo città di tutte le epoche“.
La sfida dei parchi archeologici: “Quando apriranno non dovranno più chiudere”
Il nodo più importante resta quello dei parchi archeologici. Soriano lo dice chiaramente: l’amministrazione vuole arrivare a un’apertura stabile, non a iniziative occasionali o simboliche. È uno dei punti più delicati, perché sulla gestione dei siti incidono competenze e autorità diverse. “L’obiettivo principale su cui mi sto concentrando insieme al sindaco negli ultimi mesi è aprire finalmente in maniera stabile i parchi archeologici“, ha dichiarato l’assessore. E ancora: “È una cosa che davvero a Vibo sembra davvero impossibile, perché ogni volta che arriviamo ad un punto che sembra quello giusto, poi subentra sempre qualcosa in più“.
La linea, però, è quella di non fare fughe in avanti. “Abbiamo scelto di non fare aperture lampo, aperture occasionali“, ha spiegato Soriano. Il modello è quello del teatro: una volta aperto, non si deve più tornare indietro. “Come il teatro, quando apre non deve più chiudere, anche il parco archeologico quando aprirà non dovrà più chiudere“.
Biblioteca, lavori da 1,8 milioni
Altro tassello del racconto culturale è la biblioteca comunale. Dopo la riapertura e il progetto Giovani Biblioteca, Soriano ha annunciato una fase di stop fisico della struttura per consentire lavori importanti. La biblioteca, ha spiegato, “andrà in stand by per un annetto circa” perché un vecchio finanziamento è stato sbloccato e implementato. L’importo complessivo arriva a 1,8 milioni di euro. Gli interventi previsti riguardano efficientamento energetico, cappotto termico, rifacimento della sala riunioni e dell’impianto elettrico. “Sarà una nuova biblioteca, più innovativa, che guarda al futuro“, ha detto Soriano, ringraziando gli uffici comunali, la dirigente e i tecnici dei lavori pubblici per il lavoro svolto.
La Settimana Santa come attrattore turistico: “Si vedono sempre più pullman”
Nel progetto turistico di Vibo entra con forza anche la Settimana Santa, ormai considerata uno degli elementi identitari della città. Soriano ha ricordato come l’amministrazione abbia portato questo patrimonio anche alla BIT, costruendo brochure e materiali promozionali.
“I numeri sono stati importanti e la cosa bella è che si vedono ogni anno sempre di più i pullman di turisti che incominciano a venire per vedere questa rappresentazione“, ha affermato. Il riferimento non è soltanto all’Affrontata, ma all’intero percorso dei riti pasquali. L’assessore guarda anche ad altri modelli del Sud, in particolare alla Sicilia, dove i riti della Settimana Santa rappresentano da anni un potente richiamo turistico. “È importante puntare anche su questo tipo di turismo”, ha detto, ricordando che dal mercoledì alla domenica “di emozioni ce ne sono davvero tantissime”.
Il distretto turistico provinciale: “Ben venga Vibo capofila”
Nel corso dell’intervista si è parlato anche dell’idea lanciata dal direttore generale del turismo regionale Roberto Cosentino: costruire un distretto turistico provinciale con Vibo città capofila, mettendo in rete Tropea, Pizzo, Serra San Bruno, Spilinga, Mileto, Paravati e gli altri centri del territorio. Soriano ha accolto positivamente la proposta. “È una buona idea“, ha detto, spiegando che potrebbe colmare il vuoto lasciato dalla riforma delle Province. L’assessore ha ricordato la stagione in cui l’ente provinciale aveva ancora competenze più dirette in materia turistica e poteva programmare su scala territoriale.
“Benvenga un distretto turistico dove Vibo è capofila“, ha dichiarato. L’obiettivo, secondo Soriano, è riprendere percorsi già avviati in passato e rilanciarli con una nuova identità. Il ragionamento è chiaro: se messi insieme, Vibo, Tropea, Pizzo, Serra San Bruno, Spilinga, Mileto e Paravati possono rappresentare “un sistema fortissimo”.
Eventi estivi e destagionalizzazione: “Mi aspetto 4-5 grossi eventi”
Guardando al futuro immediato, l’assessore ha parlato dell’avviso pubblico per la formazione del cartellone estivo 2026. È il secondo anno che il Comune utilizza questo metodo, già sperimentato per le manifestazioni natalizie. “Penso che raccogliere delle proposte e poi valutare quelle che sono le migliori, le più confacenti ad attrarre turismo e farlo per tempo è una cosa importante“, ha spiegato Soriano.
L’aspettativa è di costruire un calendario più forte, con alcuni appuntamenti capaci di riempire le piazze e di incidere anche fuori dal pieno agosto. “Io mi aspetto quest’anno di avere 4-5 grossi eventi che saranno realizzati“, ha detto. Tra gli obiettivi c’è anche la destagionalizzazione, con iniziative da portare in autunno, come Vicoli Divini a ottobre.
La prospettiva è arrivare a un calendario stabile, riconoscibile, programmabile con largo anticipo. “L’obiettivo è arrivare ad avere un calendario che noi sappiamo già da un anno per l’altro”, ha spiegato Soriano.
Il limite delle risorse: “Vorrei avere un po’ più di fondi”
Il freno principale, però, resta quello economico. Soriano lo dice senza giri di parole: dentro il Comune non ci sono risorse abbondanti da investire in cultura e turismo. Non per mancanza di volontà politica, ma per i vincoli di bilancio legati al Patto Salva Comuni e al rientro da un disavanzo importante. “Sicuramente abbiamo il freno dell’economia, dentro il Comune non c’è grandissima economia da investire sul settore turistico e culturale“, ha dichiarato. Poi ha aggiunto: “Vorrei avere un po’ più di fondi per realizzare cose che purtroppo mi trovo sempre spesso a rimandare“.
Il quadro è quello di un’amministrazione costretta a scegliere, a cercare bandi regionali e nazionali, a costruire progetti in sinergia con altri Comuni. Soriano ha ricordato, tra le altre cose, la collaborazione con Spilinga e Soriano Calabro su progettualità legate al rapporto tra mare e monti.
Il sogno nel cassetto: “Trasformare Vibo in un piccolo centro turistico”
La visione finale è tutta nel sogno dichiarato dall’assessore: fare di Vibo una città turistica a tutti gli effetti, non nel senso dei grandi numeri balneari, ma come centro culturale capace di vivere dodici mesi l’anno. “Il sogno nel cassetto lo stiamo già realizzando con Vibo città di tutte le epoche“, ha detto Soriano. L’obiettivo è “trasformare la nostra città in un piccolo centro turistico“, una realtà che sappia riconoscere la propria identità e comunicarla all’esterno.
Il modello non è la concorrenza con Tropea o Pizzo, ma l’integrazione. Vibo deve inserirsi nella Costa degli Dei come polo culturale: museo nazionale, parchi archeologici, polo museale, teatro, eventi, tradizioni religiose e percorsi esperienziali.
Tassa di soggiorno raddoppiata: “C’è il doppio delle presenze”
Il dato più forte arriva in chiusura: la tassa di soggiorno. Secondo Soriano, l’incasso comunale è passato da circa 60mila euro a 120mila euro. “Noi siamo partiti, sono dati di bilancio, da un incasso alla tassa di soggiorno che era di circa 60 mila euro e siamo arrivati l’anno scorso ad incassare il doppio, 120 mila euro“, ha detto l’assessore.
Alla domanda se, stando alla tassa di soggiorno, le presenze siano raddoppiate, Soriano ha risposto in modo netto: “Stando alla tassa di soggiorno c’è il doppio delle presenze“. È il segnale che qualcosa, nella città, si sta muovendo. Vibo resta una città complicata, con risorse limitate e molte incompiute da trasformare in opportunità. Ma il percorso indicato dall’amministrazione Romeo è ormai tracciato: costruire una destinazione culturale, mettere ordine negli eventi, aprire stabilmente i siti, rendere riconoscibile il brand e provare a trattenere sul territorio una parte del grande flusso turistico che già attraversa la provincia. La sfida, adesso, è passare dal racconto alla continuità.








