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14 Maggio 2026
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Animali seviziati e ispezioni pilotate all’Umg di Catanzaro, al via il dibattimento. La Procura cita 17 testi

Respinta la costituzione di parte civile di cinque associazioni. Prossima udienza a novembre quando verrà sentito un finanziere che ha condotto le indagini

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E’ iniziato il dibattimento per i dieci imputati, giudicati con rito ordinario coinvolti nell’inchiesta della Procura di Catanzaro, nome in codice Grecale, che punta a far luce su un presunto sistema collaudato con la complicità di medici, vertici dell’Università Magna Graecia, dirigenti Asp, professori e ricercatori, orientato alla corruzione, al falso, alla truffa ai danni dello Stato, al maltrattamento e uccisione di animali, utilizzati come cavie negli stabulari dell’Ateneo Umg. Topi decapitati senza anestesia, lanciati contro il muro, soppressi senza rispettare procedure e protocolli, usati in spregio a ogni linea guida e norma sugli esperimenti di animali vivi. I giudici del Tribunale collegiale di Catanzaro hanno respinto, come richiesto dalla difesa, la costituzioni di parte civile di 5 associazioni, che avevano già chiesto invano di costituirsi in udienza preliminare. Si tratta dell’Oipa, dell’Empa, del Nucleo delle Guardie Zoofile, della Lac e della Limav. Il pubblico ministero Saverio Sapia ha depositato la lista testi e saranno 17 i testimoni tra ufficiali di pg, ex specializzandi e un dirigente dell’Asp di Catanzaro, che saranno chiamati in aula nel corso del processo. L’udienza è stata rinviata al prossimo 19 novembre giorno in cui verrà sentito il testimone principale dell’accusa, un maresciallo della Guardia di finanza di Catanzaro che riferirà sull’intera attività di indagine svolta.   

I nomi degli imputati

Sono imputati nel processo “Grecale” Domenico Britti, 61 anni, residente a Squillace, presidente dell’Organismo preposto al benessere animale, nonché presidente, fino al 2023, della Scuola di Farmacia e Nutraceutica e responsabile del benessere animale per lo stabulario di Germaneto; Fabio Castagna, 57 anni, residente a Catanzaro, veterinario designato per lo stabulario di Roccelletta di Borgia; Rita Citraro, 56 anni, residente a Borgia; Nicola Costa, 59 anni, residente a Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, veterinario designato per lo stabulario di Roccelletta di Borgia sino al 2021; l’ex rettore dell’Umg Giovambattista De Sarro, 70 anni, residente a Messina; il cardiologo Ciro Indolfi, 71 anni, residente a Somma Vesuviana;  Giovanni Loprete, 41 anni, residente a Catanzaro, veterinario designato per lo stabulario di Germaneto; Ernesto Palma, 63 anni, residente a Lamezia Terme, responsabile del benessere animale per lo stabulario a Roccelletta di Borgia; Anselmo Poerio, 71 anni, residente a Montepaone, veterinario convenzionato dell’Asp addetto alle ispezioni negli stabulari dell’Ateneo; Giuseppe Viscomi, 67 anni, residente a Catanzaro, il veterinario dell’Asp, responsabile delle ispezioni negli stabulari Umg. 

Per un altro filone della stessa inchiesta il processo con rito abbreviato nei confronti di altri 10 imputati, rispetto ai quali la Procura ha chiesto 9 condanne e un’assoluzione è alle battute finali (LEGGI).

Laboratori di ricerca diventati stanze dell’orrore

Secondo le ipotesi accusatorie l’Università Magna Grecia di Catanzaro, i laboratori di ricerca si sarebbero trasformati in stanze dell’orrore. Un meccanismo rotato che avrebbe fatto sì che le ispezioni nei laboratori da parte dell’Asp fossero “pilotate” per ottenere l’attestazione di regolarità delle ricerche ed evitare la revoca dei finanziamenti ministeriali ammontanti a circa due milioni. L’associazione avrebbe sistematicamente gonfiato o falsificato dati e documentazione per ottenere finanziamenti pubblici destinati alla ricerca e alla sperimentazione. Le truffe riguarderebbero progetti di ricerca con animali vivi, formalmente regolari ma nella sostanza viziati da dati falsi, esperimenti mai svolti o condotti al di fuori delle autorizzazioni ministeriali. Diversi imputati, tra cui docenti e dirigenti dell’Ateneo, sono accusati di aver promosso o ricevuto utilità indebite in cambio della gestione favorevole di gare, convenzioni e incarichi connessi alla sperimentazione animale. Le condotte corruttive sarebbero state orientate a garantire vantaggi personali o accademici, nonché il mantenimento del controllo su procedure e fondi pubblici. Altri avrebbero redatto e trasmesso atti mendaci, tra cui verbali, certificazioni sanitarie, richieste di autorizzazione e relazioni scientifiche, per ottenere permessi alla sperimentazione o per occultare condotte illecite già compiute. Queste falsificazioni sarebbero state funzionali alla prosecuzione delle attività illecite, alla copertura delle irregolarità e all’ottenimento di fondi.

Il collegio difensivo

Sono impegnati nel processo, tra gli altri, gli avvocati Nicola Cantafora, Salvatore Staiano, Vincenzo Maiolo Staiano, Antonella Canino, Helenio Cartaginese, Ermenegildo Massimo Scuteri, Giuseppe Vetrano, Arturo Bova, Antonello Talerico, Valerio Murgano, Antonio Viscomi, Domenico Viscomi, Salvatore Savastano, Elisabetta Giorgi, Antonio Larussa, Simone Rizzuto, Aldo Casalinuovo, Nunzio Raimondi, Andrea Gentile, Giuseppe Pitaro, Vittorio Ranieri, Maria Bonaddio.

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