La pressione dello Stato contro le proiezioni della criminalità organizzata nel Vibonese si manifesta con una nuova azione di prevenzione personale. Il Tribunale di Vibo Valentia su iniziativa della Divisione Anticrimine della Questura di Vibo Valentia ha decretato la risottoposizione al regime della sorveglianza speciale di due soggetti, noti esponenti della criminalità organizzata locale recentemente ritornati in libertà in attesa di determinazione della pena definitiva nell’ambito del processo Rinascita Scott. Il provvedimento scaturisce da una minuziosa attività di monitoraggio e riflette la necessità di arginare tempestivamente il potenziale di influenza criminale sul territorio dei soggetti in questione.
Il riconoscimento della persistente pericolosità sociale
La decisione dei magistrati poggia su un quadro probatorio e informativo di estrema attualità, alimentato dal costante lavoro di vigilanza delle forze di polizia. Il Tribunale ha difatti riconosciuto come persistente ed attuale la pericolosità sociale dei soggetti sulla base di tutte segnalazioni raccolte dalla Polizia di Stato e dei Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia. Questa convergenza informativa tra le diverse articolazioni investigative ha permesso di documentare come la scarcerazione dei due individui potesse rappresentare un fattore di rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica, giustificando così l’adozione immediata della misura restrittiva.
Il fermo e la notifica del provvedimento antimafia
L’esecuzione del decreto è avvenuta in tempi rapidissimi per scongiurare qualsiasi fessura assistenziale nel controllo del territorio. Ai due soggetti, immediatamente fermati dalla Squadra Volante, è stato così notificato a cura del personale della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine il decreto che impone la più grave delle misure di prevenzione personali previste per gli indiziati di appartenere alle associazioni mafiose di cui all’art. 416 bis del codice penale: la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Vibo Valentia. L’atto segna il ritorno dei due indiziati sotto la lente d’ingrandimento costante dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine.
Le rigide prescrizioni e i divieti imposti dal Tribunale
L’impianto della misura di prevenzione si articola in una serie di obblighi e divieti tassativi mirati a neutralizzare la capacità di movimento e di interazione sociale dei due sorvegliati. Ad entrambi, in ossequio a quanto disposto dal Tribunale sono state imposte prescrizioni limitative della libertà che vanno dall’obbligo di rincasare la sera e di non uscire dal domicilio prima delle ore 7, al divieto di frequentare alcune tipologie di esercizi pubblici, dal divieto di partecipare a riunioni pubbliche all’obbligo di firma presso gli uffici di Polizia, dal divieto di frequentare soggetti con pregiudizi di Polizia all’obbligo di esibire ad ogni richiesta degli Ufficiali e Agenti la carta di permanenza. Un reticolo di limitazioni strutturato per impedire la ricostituzione di legami e dinamiche associative criminali all’interno della comunità locale.








